Vinco io se vinci tu. Iniziare con una nuova visione

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VALENTINA TACCHI

E’ tempo di elezioni, di scelte e cambiamenti. Perchè allora non iniziare con una visione nuova? Diventiamo efficaci nelle relazioni con l’atteggiamento del  “Vincere/vincere”.

Qualsiasi possa essere il nostro ruolo a livello professionale o personale, quando passiamo da un atteggiamento di indipendenza a quello di interdipendenza assumiamo un ruolo di leadership. E’ una disposizione di mente e di cuore rivolta al beneficio reciproco in ogni interazione umana. Ognuno  trova soddisfazione e sul piano d’azione si sente impegnato. Il successo di una persona, infatti, non si raggiunge a scapito di altri. E’ un paradigma superiore che può applicarsi in ogni ambito.

Ciò esclude quei meccanismi così comuni del “Se vinco io, perdi tu” e che si riflette in copioni autoritari,  in affetti dati in maniera condizionata magari per meritarsi attenzioni. A volte, si viene confrontati col valore di qualcun altro o si è soggetti alle altrui aspettative. Ecco che veniamo programmati sin da piccoli alla mentalità del vinco/perdi dalla famiglia o dalla scuola.

La maggior parte della vita è una realtà interdipendente e non indipendente ed i risultati che vogliamo sono il frutto della cooperazione fra noi ed altre persone. C’è anche chi vuole solo vincere senza necessariamente che qualcun altro perda ma non si mettono le basi di alcuna relazione produttiva.

C’è chi viene programmato poi in modo opposto: perdo/vinci. Sono quanti non hanno aspettativa e nessuna visione. Sono pronti a compiacere e mettere pace a qualsiasi costo. Si sforzano di essere graditi e accettati e solo questo dà loro forza ma provano molto risentimento. Chi si reprime, invece di trascendere i propri sentimenti, li maschera poi nel cinismo, in collere esagerate o in malattie psicosomatiche.

Ecco allora che, nella strada della vita, ci si imbatte in pendoli pronti a vincere, spesso poco attenti agli altri ed a quelli indulgenti ma deboli e caotici. Questi due pendoli si intrecciano a volte e le persone assumono entrambi i caratteri.

La filosofia del perdo/perdi, invece, è priva di direzione interiore. Appartiene a quanti si sentono infelici e pensano che chiunque altro dovrebbe esserlo. Così essere perdente non è più così male. Si perde tutti quando ci si chiude o ci si acceca nella vendetta.

Lavoriamo allora per un vinco/vinci e organizziamoci per questo risultato. Se non possiamo ottenerlo rinunciamo di comune accordo. E’ questo che genera libertà emotiva e può generare idee. Basta compromessi. Basta soffocarsi o avere paura.

Vinciamo aiutando gli altri a vincere. Questo atteggiamento è la regola della leadership interpersonale e libera immaginazione, coscienza e volontà. Crea mutua influenza e benefici. Si nutre comunque di saggezza e di relazioni. Cresce in una mentalità dell’abbondanza che viene da un profondo senso interiore di valore personale e sicurezza.

Per partire verso questo nuovo viaggio tra noi stessi e gli altri, apriamo per prima cosa la valigia della “nostra visione”, quella che ci dà la direzione, ci apre alle mille possibilità e ci spinge lontano oltre i confini immaginabili.  Dentro mettiamo il nostro bagaglio di crescita e cambiamento e non dimentichiamo il nostro “bancomat emotivo”, quello che si nutre dei nostri sogni e ci apre le porte della vita

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