Siberia, la Porta dell’Inferno sfiorata dagli incendi. E la voragine continua a espandersi

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Mosca, 10 settembre 2019 – Nella taiga della Siberia nordorientale si estende un gigantesco cratere che la gente del posto ha soprannominato “Porta dell’inferno”. La voragine di Batagaika – questo il nome scientifico – è un cratere termocarsico formatosi negli anni Sessanta in seguito alla deforestazione del territorio e al conseguente scioglimento del Permafrost, il terreno perennemente ghiacciato delle regioni artiche.

Lungo un chilometro e profondo circa 100 metri, il cratere è in costante espansione da almeno cinquant’anni, scriveva la rivista Forbes in un articolo del 2017. Nel corso dei decenni, infatti, l’aumento delle temperature globali, le deforestazioni e i conseguenti cambiamenti climatici hanno accelerato bruscamente lo scioglimento del Permafrost e man mano che questo accadeva – scrive ancora Forbes -, il terreno della taiga passava dall’essere sostenuto da ghiaccio ad acqua liquida. Questo ha comportato il collasso del terreno stesso e la formazione di questa gigantesca voragine in espansione.

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