Piazza Fontana, una strage senza giustizia

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interris.it – https://urly.it/33q2a

a spazzato via tutto il tritolo di Piazza Fontana. Quattordici vite sul momento, altre tre nei giorni a venire, ma anche le certezze di un’Italia sull’onda lunga del boom economico, in quella operosa Milano che osservava cadere, in un attimo, la medaglia di città simbolo della rinascita, dell’industria, dell’anima buona del Paese. E il buco sul pavimento del Banco dell’Agricoltura è anche quello delle coscienze di tutti, a chiederci ancora, dopo cinquant’anni, perché nessuno abbia mai davvero pagato per quella strage, anzi, per la “madre di tutte le stragi”, apogeo dell’autunno caldo del ’69 o pietra angolare della strategia della tensione e degli Anni di piombo che sarebbero venuti. Chiuse il periodo di rilancio Piazza Fontana, inaugurando la stagione del sangue. L’eco del tritolo che dilania l’istituto bancario meneghino arriva fino a Roma, dove “l’Italia del 12 dicembre” fa i conti con altri tre attentati, senza vittime ma con 18 feriti. E’ un segnale chiaro della sfida che l’eversione lancia allo Stato italiano, all’epoca a guida Dc, con il premier Mariano Rumor che, nelle ore successive alla strage, promette l’impegno del govenro per “scoprire e punire chi ha distrutto vite umane e ferito l’anima di tutti noi”. Senza sapere, in quel momento, che i processi sarebbero stati sette e i colpevoli, seppure sospettati, mai perseguiti dalla legge.

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