Ci sentiamo veramente amati? I 5 linguaggi dell’Amore

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ROBERTO FARRIS

FAR….RISultati con il COACH – Più del 50% delle coppie si separano nei primi 2 anni. Esiste una  Comunicazione dell’Amore dove ciascuno ha un serbatoio emozionale che può essere riempito attraverso modalità diverse di comportamento. Ognuno dà o sperimenta di ricevere amore, in modi differenti: un gesto può essere estremamente significativo per qualcuno e per altri passare inosservato. Ci si esprime secondo il proprio canale ma poi, ci si accerta se la persona abbia ricevuto lo stesso messaggio? Cosa fa veramente piacere all’altro? Gary Chapman ha scritto i 5 linguaggi dell’Amore ed è importante acquisirli nella propria coppia. Piuttosto che continuare a chiedere di parlare il proprio linguaggio, occorre  capire se l’altro si senta amato veramente come desidera.

Il primo linguaggio dell’amore, quindi, è proprio quello dell’Ascolto  Ascoltare il corpo dell’altro, come respira, le reazioni e come ci guarda. Soprattutto la donna ha bisogno di questo e ci manda molti segnali. Le recriminazioni nascondono sempre una richiesta. Mai sottovalutarle o accumularle.  Prima regola, quindi, è ascoltare, ancor prima delle parole poi, possiamo passare agli altri linguaggi.  Osserviamo cosa fa il partner per noi, anche ciò che solitamente non diamo peso. E’ importante parlare la stessa lingua in mondi diversi. Ci sono rapporti che finiscono perchè l’Amore viene comunicato male o si parla poco.  Magari, qualcuno ha bisogno anche di sentirsi dire “Ti Amo”! 

Il secondo linguaggio è quello del donare. Più che dare amore bisogna capire se quella persona si sente amata. E’ importante, quindi, il linguaggio dei doni, ovvero la capacità di trasmettere all’altro “tu sei importante per me”, “ti ho pensato”, attraverso il dono di sé e del proprio tempo così come, attraverso i doni materiali. L’amore è anche azione e per far sentire bene l’altra persona, occorre “saper fare” anche qualcosa che ci comporta più fatica. A volte, può capitare che una persona invece di ricevere vuole più la presenza! 

C’è poi il Linguaggio dei gesti di Servizi, essere proattivi nella quotidianità. La disponibilità a fare qualcosa di cui di norma, si occupa l’altro, per gentilezza, per alleggerirlo, per fare una sorpresa, indipendentemente dal fatto che ci sia stata o meno una richiesta. Ognuno deve andare incontro all’altro ed è importante sia dare che ricevere. 

Il linguaggio dei momenti speciali è quello di ritagliarsi i propri spazi per dedicarsi. Senza aspettare date specifiche ma realizzando una “manutenzione ordinaria” di propri attimi. Può essere per esempio, un viaggio insieme. Oppure la presenza nei momenti importanti della vita dell’altro o realizzare quel “qualcosa” che fa proprio piacere al nostro partner!

Non può mancare il linguaggio della Comunicazione carnale. Noi nasciamo tramite un contatto fisico. Ora abbiamo disimparato la grammatica della vicinanza. Nell’Era dei Social invece di baci, carezze ed il contatto fisico, tutto spesso è a distanza e si esprimono sentimenti in modo virtuale. Quando si rimane uno davanti all’altro, non si sa più cosa dire… C’è talmente bisogno di incontrare l’altro che spesso ci si mette insieme con il primo che ci capita.

E la progettualità? E’ difficile, quando non si vive bene il presente.  Se non si parla lo stesso linguaggio, se si ha la sensazione di “fare molto” con il rischio di esaurire le proprie energie, rimanendo delusi senza che l’altro si accorga veramente di questo.  Il mio amore poi, è veramente profondo da non deludere la speranza dell’altro? Ci doniamo, oppure vogliamo solo ricevere? E’ solo appagamento e siamo veramente noi stessi con l’altra persona? Per una costruzione di coppia è importante farsi delle domande. L’innamoramento deve avere un’evoluzione e la relazione deve maturare. 

Questi linguaggi dell’Amore devono essere presenti in un rapporto di coppia, non possono mancare. Per donare qualcosa bisogna averla però dentro. Prima di conoscere l’altro, occorre conoscere noi stessi, saper colmare i nostri vuoti. E’ importante avere amore per se stessi, per poter vivere una relazione sana e non metterla a rischio. I propri bisogni non vanno cercati nell’altro. Come Coach cerco di aiutare la persona a fare chiarezza dentro di sè, per far in modo che “ami se stessa come gli altri” e  che possa raggiungere un equilibrio. Nella consapevolezza di sé poi, occorre farsi domande nel corso della giornata. Come mi sento, che pensieri sto facendo? Il linguaggio interno è fondamentale. Per poter incontrare la bellezza dell’altro, bisogna fare i conti anche con le cose meno belle. Accettando le  sue fragilità. E’ allora  che si capisce l’amore vero. Davanti alla verità, quando si è disposti a far sentire veramente bene l’altro, utilizzando tutti i linguaggi dell’Amore!

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