L’innovazione tecnologica prende velocità Un futuro dominato dalle macchine?

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GIUSEPPE ROTUNDO

Quanto corre l’innovazione tecnologica intorno a noi?  Talmente veloce che non si fa in tempo neanche a rispondere alla domanda, perché quando arriva la risposta sembra tutto già passato, vecchio, desueto. Assistenti vocali che ci salutano e recepiscono i nostri comandi appena entriamo in casa, visori da indossare per vivere la realtà aumentata, orologi per pagare alla cassa del supermercato, braccialetti che monitorano il sonno e i battiti cardiaci, occhiali che ricevono chiamate vocali, droni che sostituiscono i vecchi postini, overboard che sfrecciano sui marciapiedi di ogni città, algoritmi predittivi che ormai suggeriscono quasi tutto, forse troppo. L’elenco potrebbe andare avanti a lungo. E a far da sfondo il tanto discusso 5G che dovrebbe definitivamente connettere uomo e dispositivi come fossero quasi una cosa unica. Il tema diventa anche etico se si pensa alle biotecnologie e al loro impatto sulla medicina, o sociale se si immagina quale incidenza avrà la robotica sui futuri sistemi economici e produttivi. I più catastrofisti pensano ad un prossimo totalitarismo delle macchine, che più saranno dotate di intelligenza artificiale più tenderanno ad esautorarci da qualsiasi processo decisionale. La domanda allora sarà non più quanto l’innovazione corra, vista la risposta ormai ovvia, ma quali atteggiamenti e politiche adottare per governare la transizione digitale in atto. Cercando di trovare la risposta in tempo prima che la trovi l’algoritmo. Cercando insomma di governare il cambiamento in atto prima di esserne governati.

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