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Roma, maltrattamenti all’asilo nido: “I nostri figli picchiati e il Comune vuole la retta”

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Roma, maltrattamenti all’asilo nido: “I nostri figli picchiati e il Comune vuole la retta”

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Il 19 aprile, quando hanno scoperto i maltrattamenti che almeno da ottobre 2015 i loro figli avevano subito da parte di tre maestre di un nido comunale, la loro vita è cambiata. Ora, a distanza di 8 mesi e dopo una sentenza di condanna in primo grado per le educatrici, i genitori di quei 12 bimbi che frequentavano l’asilo “Il nido nel parco”, zona Aurelia, si sono visti recapitare una raccomandata da parte del XIII Municipio. «Speravamo in una lettera di scuse del Campidoglio», racconta un genitore che ha persino scritto quello che avrebbe voluto leggere da parte dell’amministrazione: un biglietto firmato Virginia Raggi nel quale la sindaca si diceva «indignata» per l’accaduto.

Una “simulazione” che finora è rimasta tale perché la raccomandata indirizzata alle famiglie conteneva un invito formale al pagamento della retta non versate dai genitori dei bimbi maltrattati, quella relativa ad aprile, maggio e giugno, dopo lo scoppio del caso e gli arresti seguiti all’inchiesta dei carabinieri. Tre mesi che, a seconda del reddito delle famiglie coinvolte, significano rate che vanno dai 600 ai 1200 euro. Una richiesta che oggi le famiglie considerano «un insulto», affermano i legali a cui si sono rivolte, Lavinia Ferdinandi e Mario Pinto. «Noi genitori siamo tutti in terapia — racconta il padre di un bimbo — la speranza è che i nostri figli non abbiano subito traumi permanenti e il Comune che fa? Chiede i soldi a noi vittime per gli ultimi 3 mesi di scuola mentre dovrebbe restituirci quelli che abbiamo versato per i primi 7 mesi, quando avvenivano i maltrattamenti».

Nella sentenza di primo grado che condanna le maestre, il giudice ha già stabilito che sarà il tribunale civile a fissare la quota di risarcimento che spetta alle famiglie.

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