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Aeromodellismo, non solo un hobby! Di Simona Mastropaolo

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Aeromodellismo, non solo un hobby! Di Simona Mastropaolo

Il primo aeromodello in senso assoluto, detto “planoforo”, fu realizzato verso la metà dell’800 dall’ingegnere francese Alphose Penaud il cui intento era dimostrare agli scettici membri della Accademia delle Scienze di Parigi che un oggetto più pesante dell’aria poteva volare.

Trascorsero molti anni prima che l’aeromodellismo inteso come gioco, passatempo o sport, incominciasse a diffondersi in tutto il mondo ma nel 1903 lo splendido volo del “Flyer” dei fratelli Orville e Wilbur Whright nella Carolina del Nord, aprì di fatto le frontiere a migliaia di appassionati che provarono a realizzare modelli volanti (del tutto simili ai primi aeroplani) e già nel 1911 in Italia si organizzarono gare e manifestazioni di aeromodellismo. Data la continua evoluzione di questa disciplina agli inizi del 1952 incominciarono ad apparire sui campi di volo dei modelli un po’ più grandi e pesanti, con una maggiore apertura alare e caratterizzati da strani “marchingegni” interni: si trattava dei primi modelli “radiocomandati”.

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Anche i materiali utilizzati per la costruzione hanno visto una notevole trasformazione: il legno di balsa e la carta seta sono stato superati dal carbonio, dal kevlar e da diversi tipi di espanso.

L’enorme complessità che questa disciplina ha raggiunto, dimostra quanto l’aeromodellismo non sia affatto un gioco per bambini o per adulti con la sindrome di Peter Pan ma che è a tutti gli effetti un’attività altamente specializzata e di altissimo livello tecnico. Se venisse sviluppata a livello giovanile, anche in ambito scolastico, potrebbe diventare un mezzo utilissimo (e tutt’altro che noioso) per fornire ai ragazzi una completa padronanza di manualità e tecnica e gettare le basi per una eventuale predisposizione alle materie ingegneristiche, fisiche, elettroniche e matematiche.

Se un tempo il costruttore era anche il “pilota”, oggi si può acquistare un modello già pronto per il decollo o farselo costruire da qualcuno che abbia una buona conoscenza della fisica aeronautica, dell’elettronica, della chimica, dell’aerodinamica, proprio perché non essendo un giocattolo ma un vero aero in scala, la sua creazione richiede una particolare attenzione e dedizione che solo un vero appassionato può avere.

Chiunque desideri avvicinarsi all’aeromodellismo anche solo per hobby deve avere molta costanza e prepararsi ad accettare le sconfitte che inevitabilmente arriveranno, è quindi assolutamente necessario recarsi presso un campo di volo dove sicuramente troverete qualcuno che vi aiuterà a capire il funzionamento dell’apparecchio e vi spiegherà come farlo volare.

Noi del Faro abbiamo visitato il campo di volo GAO (Gruppo Aeromodellismo Ostiense) che ha da poco inaugurato la nuova sede al km 17 della via Laurentina e con l’occasione abbiamo incontrato il presidente dell’associazione Massimo Romanelli e il consigliere Claudio Mercuri i quali, con grande entusiasmo, ci hanno mostrato il campo e raccontato le varie difficoltà incontrate nel corso di questi anni.

Dalle varie peripezie burocratiche, al cambio di sede per motivi di sicurezza, fino al continuo impegno per avvicinare grandi e piccoli, appassionati o semplici curiosi, a questa meravigliosa disciplina che da sempre affascina l’uomo. Una delle sfide più grandi è stata la costruzione della pista, lunga circa 156 metri e fabbricata con materiale drenante ed ecologico.

La manutenzione del luogo richiede inoltre un costante impegno da parte dei suoi soci e finanziare questa attività è tutt’altro che facile ma la felicità che abbiamo visto nei loro occhi quando un sofisticato e modernissimo aereo è stato collaudato e ha “spiccato il volo” li ripaga dei tanti sacrifici affrontati, se poi si aggiunge una giornata di sole e un pranzo al barbecue con amici e parenti sembra proprio di essere tornati indietro nel tempo! Sì perché il desiderio di volare è un sogno ancestrale e anche solo realizzare un semplice aeroplanino di carta come quello che ognuno di noi ha costruito e lanciato tra i banchi di scuola porta con sé una certa poesia!

In un’era in cui tutti teniamo il capo in giù, fisso su telefonini e tablet, concedetevi una giornata all’aria aperta con i vostri figli, e voltate lo sguardo verso il cielo… riacquisterete un pezzetto della vostra infanzia!

 

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