Se un ministro dell’istruzione leghista dichiara che il Sud deve lavorare di più se vuole avere più fondi per la scuola, abbiamo un problema. E non perché banalmente quella frase mostra disprezzo per gli insegnanti meridionali che si sentono offesi, e a ragione. Ma perché quella frase detta alla vigilia di un accordo che darà a tre regioni del Nord (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna) la piena autonomia anche sull’istruzione, punta deliberatamente a delegittimare il Mezzogiorno fannullone e incapace di gestire le risorse pubbliche, per giustificare una grande forzatura costituzionale, che di fatto è una secessione dei ricchi.