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Benegiornale educativo: come cambiano le relazioni

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Benegiornale educativo: come cambiano le relazioni

MASSIMO MARZI

Negli anni ’50 e ’60 avevamo “numericamente” meno relazioni, ma erano molto più intense

In quel periodo, si viveva nella modestia e nella semplicità, tutto era manifestato in maniera “molto spontanea”; eravamo “abituati al poco”, ma quel poco era molto… con quel poco si sorrideva tanto, con quel poco eravamo sempre ottimisti e positivi, non cercavamo delle cose impossibili, le aspettative erano contenute, poche possibilità economiche ma tanta buona volontà;

anche nelle piccole cose la gioia era esplosiva, in ogni circostanza, avevamo la capacità di sorprenderci e di meravigliarci, avevamo la costanza, la pazienza, la determinazione e la laboriosità per conquistare progressivi ma tangibili risultati; pochi successi e qualche soddisfazione ci bastavano ed eravamo felici, stavamo con gli altri con un senso di fratellanza che spesso andava oltre la comune amicizia; oggi abbiamo “l’eccesso del troppo” che ci soffoca, siamo immersi in una moltitudine che spesso “vira” nella solitudine; abbiamo in questo scenario di tutto e di più in termini materiali, ma spesso non riusciamo più a capire veramente quello che ci serve ed è utile: ci siamo purtroppo impoveriti “moralmente”. 

 

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