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Benegiornale educativo: l’osservazione  genera più del 50% della conoscenza

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Benegiornale educativo: l’osservazione  genera più del 50% della conoscenza

MASSIMO MARZI

L’uomo con le sue grandi capacità di inventare ha realizzato strumenti per moltiplicare la portata di tutti i suoi sensi; ha lavorato soprattutto per dare più possibilità al suo senso più sviluppato, che è la vista.

Le conquiste della fisica, dell’ottica e dell’elettronica hanno consentito di potenziare la sua visione inventando occhiali, obiettivi, cannocchiali,  binocoli, ma anche telescopi e microscopi di elevate capacità per numero di ingrandimenti, sempre crescenti. Dove le capacità naturali umane hanno mostrato dei limiti, l’uomo si è attrezzato per andare oltre, per guardare nell’infinitamente piccolo, come nel caso delle funzioni del microscopio (per entrare nell’intimità della materia), oppure dotarsi di sofisticati sistemi per guardare lontano e studiare stelle, pianeti e spazi cosmici, come accade con i potenti telescopi oggi disponibili.

La visione  arricchisce l’informazione : nutrimento per la conoscenza Il mondo e l’umanità si trasformano, mandano continuamente e  spontaneamente nuovi messaggi visivi: impariamo a coglierli e a catturarli.

Viviamo nella cultura delle immagini ne produciamo e ne visioniamo a milioni, ma non le sappiamo interpretare adeguatamente.

Le immagini hanno un grandissimo valore e possono insegnare molto,  contribuendo a far vivere meglio.

Impariamo dai giapponesi, maestri nel copiare per migliorare! Oggi fotografare è molto facile.

Dovremmo utilizzate fotocamere, smartphone e tablet non solo per “catturare” comuni foto ricordo, con selfie e immagini di interesse turistico, che spesso nemmeno ri-guardiamo; sarebbe utile e formativo eseguire “scatti rappresentativi e selettivi”, su porzioni di vita e cose eloquenti, capaci di restituirci con l’analisi accurata dei dettagli, contenuti sommersi e di valore.

Impariamo ad usare il giusto filtro ricognitivo ed interpretativo. Bisogna sensibilizzarsi per far convivere l’interpretazione tecnico-scientifica con quella emotiva, per poter rilevare e decodificare dettagli non sempre evidenti.

È fondamentale sviluppare un’attenzione selettiva per leggere e decodificare le cose intorno a noi ricordando che:

1) Vedo ciò che sono.

È tipico ricondurre la realtà esterna sotto osservazione al proprio modo di vedere; se cambiamo il nostro filtro, la realtà può darci delle informazioni che diversamente potrebbero passare del tutto inosservate.

2) Divento ciò che vedo.

L’ambiente esterno, con l’enorme quantità di informazioni che ci trasmette, condiziona trasforma e induce il nostro cambiamento che  sostanzialmente genera una “intelligente” reazione di adattamento che è funzionale a mantenere un ruolo di idoneità nel nostro habitat e nel contesto sociale di appartenenza.

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