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Bologna, rivede i pompieri che l’avevano salvata. “Che emozione”

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Bologna, rivede i pompieri che l’avevano salvata. “Che emozione”

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Pianoro (Bologna), 30 gennaio 2016 “Tutte le volte che vedo, come succede in questi giorni con i terremotati, i vigili del fuoco in azione, non riesco a dimenticare quello che hanno fatto per me”. Cristiana Galletti l’imprenditrice pianorese che, assieme ai familiari, gestisce il Podere Riosto di Pianoro non riesce a nascondere l’emozione che ha provato nell’incontrare, in maniera del tutto occasionale, il vigile del fuoco che, otto anni prima, l’aveva letteralmente estratta dalle lamiere della sua auto incastrata fra due tir nell’Autostrada del Sole nei pressi di Bologna .

Un cliente, al termine di un incontro a Riosto, mi ha lasciato il suo biglietto da visita chiedendo di essere contattato in occasione di future iniziative culturali ed eno-gastronomiche – racconta –. Esaminando il biglietto, ho visto che si trattava di un vigile del fuoco e gli ho accennato del mio incidente”. Al termine del racconto Gianluca Patelli, questo è il nome del pompiere, che dell’accaduto ricordava ogni particolare le ha chiesto se per caso conosceva l’automobilista interessata. “Sono io!” è stata la risposta di Cristiana a cui è seguito un lungo e commosso abbraccio.

E così dopo qualche tempo, in occasione del suo compleanno, Cristiana ha invitato tutta la squadra dei pompieri impegnati in quel difficile intervento. Lungo è stato l’applauso che ha salutato Daniele Sarti, Michele Marata, Antonello Liccardi e Yari Deserti che, assieme a Gianluca Patelli, sono in forza al distaccamento Dante Zini di Zola Predosa. E i ricordi di quella terribile giornata erano e resteranno per sempre scolpiti nella memoria di chi li ha vissuti. “Quando, dopo avere tagliato il tetto dell’auto, – spiega Gianluca Patelli – ho estratto Cristiana incastrata fra i sedili, credevo non ci fosse nulla fa fare. Invece un infermiere del 118 mi ha fatto notare che, essendo molto freddo, si vedeva il suo respiro e quindi si poteva sperare”.

Struggentile parole di Michele Marata. “Non l’avevo mai fatto prima, ma quando ho saputo che era uscita dal coma, sono andato a trovarla all’ospedale – sottolinea –. Mentre lavoriamo l’adrenalina è al massimo e solo dopo c’è il tempo di ripensare all’accaduto”. L’ultimo pensiero è di Cristiana Galletti. “La mia attività si svolge nel settore privato dove la considerazione di chi opera nel pubblico non è al massimo livello. Voglio invece affermare che quelli che ho incontrato sono dei veri professionisti pieni di grande umanità. Con loro vorrei ricordare, assieme ai tanti che stanno aiutando i terremotati, anche tutti gli operatori della sanità che ho incontrato nella mia lunga convalescenza. Ero praticamente un rottame con una gamba quasi staccata e, grazie alle cure e all’aiuto dei miei cari sono ritornata addirittura a sciare».

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