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Caso Cmr. Il vescovo Battaglia: “Se necessario ci spoglieremo noi per aiutare voi”

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Caso Cmr. Il vescovo Battaglia: “Se necessario ci spoglieremo noi per aiutare voi”

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Continua lo stato di agitazione dei lavoratori del Centro Medico Erre di Sant’Agata de’Goti. Nella giornata di ieri la protesta ha portato diverse persone a salire sul tetto, nel pomeriggio è intervenuto anche il vescovo mons. Battaglia. 

Lo aveva annunciato durante il suo discorso d’insediamento: “Sarò con voi in tutte le iniziative che mettano al centro l’uomo ed il bene comune, combatterò con voi tutte le battaglie autentiche per affermare i giusti diritti[…] questa Chiesa non avrà mai paura di sporcarsi le mani nella difesa della dignità di ogni uomo e di ogni donna”, e così è stato. Infatti, ieri pomeriggio – dopo una mattinata turbolenta – mons. Domenico Battaglianuovo vescovo della diocesi di Cerreto Sannita – Telese e Sant’Agata de’Goti, accompagnato dai sacerdoti della forania del centro caudino, ha incontrato i lavoratori del Centro Medico Erre in agitazione da giorni e chenelle scorse ore avevano anche protestato dinanzi alla sede dell’Asl di Benevento e alla Procura del capoluogo sannita.

Una protesta quella dei lavoratori del CMR che ha inglobato anche le mamme dei bambini in cura presso il centro di riabilitazione. Una protesta che ha portato anche i sindacalisti Pompeo Taddeo della FP Cgil Giovanni De Luca della Uil Fpl a salire addirittura sul tetto della struttura. Solo una trattativa portata avanti da Carabinieri e Digos ha scongiurato azioni ulteriori, sul posto erano intervenuti anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Bonea ma per fortuna tutto è rientrato.

A convincerli: l’ok ricevuto per un incontro con il prefetto Paola Galeone. La proposta dei sindacati è quella di “avviare la pratica di amministrazione controllata della Cmr”. “Questa richiesta di amministrazione controllata – spiega De Luca della Uil – la invieremo al giudice del Tribunale di Benevento e al giudice Monteleone, e permetterebbe il pagamento dei creditori e dunque anche dei lavoratori da tempo senza stipendio e che con senso del dovere stanno continuando a lavorare, senza che l’azienda scompaia. Il prefetto, tramite la dott.ssa De Feo ci darà una risposta entro le 13.00 di lunedì”.

Mons. Battaglia nel pomeriggio di ieri ha ascoltato le mamme, i lavoratori, i sindacalisti, li ha abbracciati ed ha poi chiesto all’amministratore delegato un incontro con la proprietà. rivolgendosi ai presenti ha poi ha detto: “Io non sono qui da solo, non è venuto solo il vescovo, ci sono tutti i miei sacerdoti. Qui oggi c’è la mia Chiesa, e questa Chiesa vuole essere presente perché si vive un momento di fatica, di disagio e vogliamo esserci. Sono qui per esprimere la mia vicinanza e solidarietà a tutti, a voi mamme, lavoratori, pazienti. Qui oggi provo anche indignazione, perché ogni volta che vediamo delle lacrime non possiamo fare altro che indignarci per una questione di giustizia, in maniera particolare di giustizia sociale. In questo momento sono due i diritti negati: quello alla cura e al lavoro. Io ho ascoltato le parole dell’amministratore, capisco la fatica, ma a voi lavoratori dico grazie, perché anche senza stipendio siete sul posto di lavoro, state dando una grande testimonianza. So che siete scoraggiati, ma vi dico: non arrendetevi, lotteremo insieme. Per quello che possiamo ci siamo, se necessario ci spoglieremo noi per aiutare voi”.

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