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Censimento di stabilità degli edifici: è scontro Comune-Vigili del fuoco sui fondi per avviare il progetto

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Censimento di stabilità degli edifici: è scontro Comune-Vigili del fuoco  sui fondi per avviare il progetto

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Prima i carotaggi per l’analisi del rischio e poi la messa in sicurezza dell’intera zona e l’avvio del censimento cittadino che, in teoria, dovrebbe portare al passaporto di stabilità per ogni edificio di Roma. Servono soldi per trasformare in realtà l’idea del Campidoglio e quindi far partire l’iter che ha come primo obiettivo il ripristino della normalità nell’area interessata dal crollo della palazzina ai civici 5 e 7 di via della Farnesina (ieri di nuovo zona rossa per il pericolo di ulteriori crolli). Ora, la domanda è: a chi tocca finanziare il progetto?

Il tema è delicato, al momento Comune e Vigili del fuoco sono concentrati sul rimpallo di responsabilità in merito alla tragedia sfiorata di venerdì sera. Ma il sospetto che nel retroscena siano già cominciati i calcoli del post-crollo prende sempre più corpo. Del resto le casse del Comune sono già piuttosto stressate e l’assenza di un assessore al Bilancio complica terribilmente la (disperata) ricerca di fondi da stanziare per la nuova emergenza cittadina. Gli euro — non è ancora chiaro quanti in realtà ne servano per analizzare almeno gli edifici nelle zone con affaccio sul Tevere — potrebbero arrivare in via eccezionale da Vigili del fuoco o dalla Protezione civile (leggi Governo o Regione Lazio). Questa almeno è la speranza del Campidoglio che, per il momento, si sta occupando delle soluzioni immediate: «Abbiamo cercato di trovare degli alloggi per le persone rimaste senza casa — ha detto la sindaca Raggi —. Ci siamo attaccati al telefono per cercare una stanza negli alberghi. Allora ho chiesto “ma prima come si faceva?” e mi hanno risposto che “c’erano Buzzi e Carminati”. Noi questo sistema non lo vogliamo. Allora abbiamo pensato di preparare un bando rivolto agli alberghi che vogliono mettere a disposizione delle camere tutto l’anno a prezzo calmierato». Uno sforzo al tessuto economico della città per trovare sistemazione alla quarantina di famiglie evacuate che hanno chiesto assistenza al Campidoglio.

 Ma se il bando del Comune copre le esigenze nel breve termine, è il progetto di censimento degli edifici romani — a cominciare dalla zona interessata dal crollo — a generare scintille: i costi delle verifiche strutturali dei fabbricati nei pressi di via della Farnesina sono già argomento di scontro tra i tecnici del Comune e dei Vigili del fuoco. A dirla tutta, però, è da un mese, esattamente dal terremoto di Amatrice, che le parti si confrontano con una certa freddezza.

Con ordine: il primo passo da compiere dopo il crollo di venerdì sarebbe l’istituzione di una «Commissione speciale per verifica stabilità edifici», cioè una task force comandata dalla sindaca (o da un suo delegato, probabilmente il vice Daniele Frongia che ieri ha annunciato: «In settimana arriverà in Assemblea la mozione per il no alle Olimpiadi»), e essenzialmente composta dal comandante del Corpo di polizia municipale, da un delegato dell’ufficio tecnico comunale, da un rappresentante dell’Asl, più i periti dei Vigili del fuoco e della Protezione civile. Peccato però che sia lo stesso organo che era stato pensato dall’amministrazione capitolina subito dopo il terremoto nel reatino per una ricognizione globale su tutti i fabbricati scolastici romani, ma che non ce l’ha mai fatta a comporsi in una prima riunione. Ora, con l’emergenza nei pressi di ponte Milvio, cioè nel cuore della città, il tavolo tecnico potrebbe finalmente apparecchiarsi e iniziare un confronto sulle responsabilità tecniche ed economiche di un progetto così impegnativo (soprattutto in senso economico) come quello che punta a elaborare una mappa cittadina sulla stabilità degli edifici. Ma il problema resta: chi paga?

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