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Con i Vigili del Fuoco tra i piccoli del Bambin Gesù – di Fausto Isidori

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Con i Vigili del Fuoco tra i piccoli del Bambin Gesù – di Fausto Isidori

L’idea di far passare qualche momento di serenità ai piccoli ospiti del Bambin Gesù è nata da alcuni colleghi che con l’assenso della Direzione dell’Ospedale, hanno reso possibile l’evento.

E’ il secondo anno che lo realizziamo nei nostri turno liberi e senza gravare sugli impegni di famiglia e di soccorso. Perciò il folto gruppo di colleghi può variare ma sempre con lo stesso amore e sentimenti che ci animano.

L’iniziativa è stata portata avanti con lo stesso spirito di corpo che ci contraddistingue in ogni cosa, sia nel soccorso, sia nei servizi d’istituto o manifestazioni simili; si pensa solo a completare il tutto con la massima precisione e dedizione poichè il nostro lavoro ci insegna che una volta presa una decisione, non sempre si a il tempo di ripensare o tornare indietro per trovarne delle altre. Cervello e cuore lavorano congiunti e  anche se il mondo ci colora come dei super eroi, noi ci definiamo semplicemente persone che dedicano il loro tempo agli altri e non pensate che sia solo un lavoro, andiamo oltre credetemi.

Il Comando oltre a darci carta bianca visto il tipo d’iniziativa, ci è stato vicino vivendo con noi in prima persona quei momenti così particolari che solo chi c’era può capire e portarsi dentro per il resto della vita.

Alcuni colleghi del Tuscolano 2° Vigili del Fuoco del nucleo SAF, hanno avuto l’idea dei supereroi e a quanto pare ha riscosso moltissimo successo. Così, assicurati con corde e carrucole, i due vigili, indossati i panni dei protagonisti dei fumetti, si son calati dal tetto e io ho “salvato” il mio cane Orso. I bimbi non credevano ai loro occhi nel vedere Superman e Spiderman calarsi dall’alto e poi abbracciare.

Terminata l’esibizione esterna, i due “Supereroi” sono andati all’interno della struttura  dove alloggiavano i piccoli ricoverati che potevano osservare solo dietro una vetrata, per portare loro dei doni e salutarli personalmente. I piccoli che hanno assistito all’esterno stravedevano per Orso che si prestava alle coccole di tutti e si faceva fotografare come un divo, ignaro di quale esperienza unica e senza dubbio commovente stesse facendo, perché loro (i cani) sono così istintivi e naturali senza pensare troppo come facciamo noi umani…

Il mio cane si chiama Orso; è un trovatello di circa 40 giorni quando l’ho adottato e ora ha sei anni e si presta docilmente per questi eventi. Lo porto sempre con me anche quando corro e assieme vinciamo anche delle gare riservate a cani e conduttori. Abbiamo seguito un corso interno con il nucleo cinofilo. Il suo addestramento è fondamentalmente basato sulla ricerca di persone disperse sia in superficie sia tra le macerie. Viste le sue qualità e la predisposizione a tale lavoro ci siamo associati a un’organizzazione di protezione civile con la quale siamo certificati e operativi.

 

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