subscribe: Posts | Comments

Da autosilo a rifugio di disperati, migranti accampati nel Valmulini di Como

0 comments
Da autosilo a rifugio di disperati, migranti accampati nel Valmulini di Como

http://www.ilgiorno.it/  .  https://goo.gl/vLyyYv

Como, 29 agosto 2017 – Rispetto all’anno scorso, quando le immagini della loro tendopoli fuori dalla stazione San Giovanni fecero il giro del mondo, hanno imparato che se vogliono coltivare la speranza di riuscire a passare il confine con la Svizzera devono essere più discreti. Così il nuovo rifugio dei migranti che non hanno intenzione di presentare domanda di asilo politico all’Italia è diventato il piano terra dell’autosilo Valmulini, dove in mancanza di auto dopo il trasferimento dell’ospedale Sant’Anna sono arrivati gli uomini. Le condizioni igieniche, se possibile, sono peggiori di quelle che c’erano dodici mesi fa, almeno nel parco c’era una fontanella dove potersi rinfrescare e per il resto, almeno la sera, erano a disposizione i servizi igienici della stazione. All’autosilo manca tutto, se si esclude un tetto sopra la testa che è meglio di niente quando piove, così ai migranti, almeno un centinaio, che fanno la spola da piazza San Rocco a qui, non resta che arrangiarsi come capita. Di giorno bazzicano per la città, mentre di notte partono alla ventura e se va male vengono fermati dalle guardie di frontiera elvetiche che li riconsegnano ai colleghi italiani per la riammissione in Italia, secondo gli accordi tra i due Paesi.

Così etiopi e senegalesi stanno fermi un giorno o due per poi ritentare di nuovo. Non tutti certo finiscono tra i disperati che bivaccano all’autosilo Valmulini, quelli che stanno meglio si possono permettere un rifugio più dignitoso, ospiti di chi in Italia è arrivato tanto tempo fa e magari adesso in tasca ha un permesso di soggiorno o addirittura la cittadinanza. Ma in questo caso occorre avere degli indirizzi sicuri e soprattutto pagare, per tutti gli altri l’unica alternativa è tentare la sorte con i passatori, più o meno improvvisati, lungo la linea di confine e nel peggiore dei casi dormire all’aperto. Per evitare di venire identificati e finire nei guai non si fermano mai sul territorio più di una settimana, tentano e poi si spostano, a Ventimiglia o al Brennero che però sono aree più presidiate di Como.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *