NEL MONDO MADURO, HAMAS E JIHAD ………………………………… Il degrado di Roma finisce sul New York Times: cantieri fermi, buche, gabbiani e topi a spasso…

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Mentre l’Europa si prepara al voto per l’elezione del nuovo Parlamento, purtroppo nel mondo assistiamo anche a nuovi e vecchi conflitti che catalizzano l’attenzione e le preoccupazioni di milioni di persone. Il Venezuela è una polveriera. Il leader “chavista” e presidente Nicolas Maduro, accusato di usurpazione e repressione del suo popolo anche dal governo americano, deve vedersela con il leader dell’opposizione Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela ed intenzionato a sovvertire con il suo popolo e possibilmente con l’appoggio (molto più complesso) della ”Fanb”, forza armata nazionale bolivariana e ormai ultimo baluardo, il presidente Maduro. Operazione di non facile attuazione visto che l’attuale leader  minaccia di “essere pronti a difendere la patria con le armi se un giorno l’impero americano osasse attaccare questo suolo sacro”. E si sa come le altre potenze mondiali mal digeriscano le ingerenze USA nei conflitti interni degli altri paesi. Vedremo. 

Intanto, ad inizio Ramadan, lungo la Striscia di Gaza e nel territorio ebraico si riaffaccia l’incubo di un nuovo conflitto. Dopo alcuni incidenti al confine della Striscia costati la vita a 4 palestinesi, con due militari israeliani feriti da un cecchino della Jihad islamica, è purtroppo ripartita la guerriglia. Hamas ha sparato 200 razzi contro lo Stato ebraico e Israele ha risposto  con raid aerei mirati. Ora la Jihad islamica minaccia, tra gli altri obiettivi, di colpire la centrale atomica di Dimona. Si spera nella sinergia tra le diplomazie e l’ONU. Intanto il mondo trattiene il fiato.

 Nel frattempo e per alleggerire gli animi,  è accaduto che in Thailandia è salito al trono il re “playboy” dal nome impronunciabile Vajiralongkorn. Tre giorni di cerimonie e una corona indossata del peso di 7,3 kg tra oro e diamanti. Questo l’aureo onere che dovrà sostenere “Rama X” (questo il nome da lui prescelto). Quando si dice il “peso” del potere. E l’Italia? Ormai da noi si procrastina tutto al dopo voto del 26 maggio. E tra un paventato rilancio della castrazione chimica da parte della Lega per i pedofili e gli stupratori recidivi (sondaggio commissionato, 58% eventualmente i favorevoli)e le continue risse tra Salvini e i vari ministri, l’attuale governo sembra avviato ad una prevedibile crisi, con il titolare del Viminale convinto di poter poi passare all’incasso dei consensi. E Roma? Fotografia del New York Times che indica la Città Eterna a rischio attacco non più dall’Isis, ma comunque sempre dal cielo (gabbiani, cornacchie) e dalle fogne (topi in perenne libera uscita). E poi cantieri fermi, lavori al palo, bloccati interventi per 13 milioni. Niente di nuovo a queste latitudini…                                                                         Dino Neandri

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