Accumulare cianfrusaglie??? Si, ma senza esagerare – La disposofobia

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LIA ALBONICO

Homer Lusk e Langley Collyer erano due fratelli statunitensi nati a fine ‘800 e divenuti famosi per la ..raccolta di immondizia. Quel tipo di fobia poi prese da loro il nome di “sindrome dei fratelli Collyer”.

Provenienti da una ricca famiglia, dopo il divorzio dei genitori i due fratelli si isolarono sempre più, rifiutando ogni contatto con il mondo esterno e rimanendo segregati fino agli anni ’40 quando furono rinvenuti cadaveri dalle forze dell’ordine che li trovarono in una casa piena di immondizie e rifiuti, frutto di anni e anni di ..raccolta meticolosa.

Non è così raro incontrare questa devianza classificata col nome di ‘disposofobia’, un disturbo mentale considerato malattia dell’accumulo compulsivo di conservare cose inutili anche nocive e l’incapacità’ di buttarle.

Una delle spiegazioni possibili è l’insicurezza e spesso l’incapacità di fare delle rinunce, o paura di perdere la propria identità. Liberarsi di cose od oggetti può far temere inconsciamente di perdere i contatti con la propria esistenza, è come creare un vuoto nella memoria, paura di smarrire una parte del passato.

C’è una differenza sostanziale ed importante tra disposofobia e normalità: la compulsività, ovvero l’impulso alla ripetizione involontaria di un comportamento irrazionale e inconscio che, nel caso del disofobico, porta all’accumulo esasperato di tutto.

La tendenza ossessiva di trattenere sempre di più cose, produce nei casi limite anche il riempimento di tutti gli spazi vitali. Per chi soffre di questo disturbo gettare oggetti è un dolore profondo come se gli fosse strappata una parte di sè. Non sapere stabilire ciò che è importante da ciò che non serve è quasi impossibile per coloro che non hanno una chiara rappresentazione di sé e dei propri obiettivi.

Nelle forme estreme, l’accumulo compulsivo può causare situazioni di pericolo come incendi, o condizioni anti igieniche come, infestazioni di topi o parassiti.

Ultimamente si è fatta strada un’altra teoria. Uno studio genetico è stato condotto su oltre 5000 gemelli dal team di David Mataix-Cols del King’s College di Londra. I ricercatori hanno visto che la disposofobia è molto comune tra i gemelli omozigoti con probabilità del 52%, ovvero che per metà questa sindrome è legata ai geni. Invece tra gemelli eterozigoti la sindrome scende solo nel 27% dei casi.

Conclusione, pare che la colpa di questo eccesso dal nome difficile almeno in parte sia dei nostri antenati!

Coloro che non riescono a liberarsi da cose inutili, è probabile che siano molto ancorati al passato e temono l’imprevisto, quindi il futuro. Dunque necessitano d’aiuto, d’amore e di sicurezza prima che quello che potrebbe sembrare una piccola mania si trasformi in malattia mentale a tutti gli effetti.

Senza scomodare la malattia mentale, a volte l’accatastare cose ormai inutili è solo un sintomo di pigrizia che fa rinviare alle calende greche il momento di liberarsi degli ingombranti oggetti.

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