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“Dormivo e mi sono svegliato senza un rene”. Il nuovo agghiacciante business dei trafficanti di esseri umani

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“Dormivo e mi sono svegliato senza un rene”. Il nuovo agghiacciante business dei trafficanti di esseri umani

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Un immigrato sudanese, ospite di un centro di accoglienza, si presenta all’ospedale San Carlo di Milano per un controllo.  Il medico che lo visita nota che, sul fianco sinistro, ha una cicatrice particolare. Si insospettisce, effettua un’ecografia. Ci aveva visto giusto. Era proprio la tipica cicatrice da nefrectomia, asportazione del rene. E fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che quando il medico gli domanda quando e per quale ragione è stato sottoposto a quell’operazione, l’immigrato casca dalle nuvole. Non aveva la minima idea di essere stato privato del rene sinistro. Strano, levarsi un rene non è come levarsi una verruca. Cosa è successo? Il poveretto scava nei ricordi del suo viaggio verso l’Italia e racconta che un anno fa, mentre in Libia attendeva la chiamata dei trafficanti per l’imbarco, era stato portato in un ospedale per un controllo medico. E che durante il breve ricovero gli avevano somministrato  dei sonniferi. Forse, ipotizza, il rene me l’hanno tolto mentre dormivo.

Quel traffico che si estende in Lombardia – Incredibile? Di certo, come scrive oggi il “Corriere della Sera”, la procura di Milano, dopo la segnalazione del San Carlo, ha aperto un fascicolo per “lesioni gravissime”. E il 9 settembre il direttore dell’Azienda di tutela della salute (da gennaio è questa la nuova denominazione della Asl di Milano) ha inviato a tutte le strutture sanitarie accreditate dalla Regione nella città metropolitana una comunicazione che ha come oggetto “Indagine di polizia giudiziaria su presunto traffico illegale di organi — richiesta di informazioni”. Nella nota si riassume la vicenda dell’immigrato sudanese e si invitano le varie strutture a segnalare immediatamente casi analoghi. Fino a ora, ma sono passati pochi giorni, non è giunta alcuna segnalazione. Nel frattempo l‘immigrato sudanese si è allontanato dal centro di accoglienza e risulta irreperibile.

Dov’è la verità – Non sarà facile accertare la verità. Capire, cioè, se – come pare più probabile – la storia dell’espianto “a sua insaputa”  è stata inventata dal poveretto  per coprire qualcuno e nascondere una “normale” compravendita di organi. O se invece siamo in presenza di un vero e proprio furto.  Cioè di una “asportazione d’organo in assenza del consenso del paziente”. Di sicuro siamo davanti a un nuovo episodio  che conferma l’esistenza – nell’ambito del traffico di essere umani e all’interno dei corridoi più bui dell’immigrazione illegale – di un mercato che ha come merce “pezzi” delle persone che sono anche la merce del traffico principale.

Se non hai denaro ci paghi con un pezzo di te – Nel luglio scorso sono state rese pubbliche le acquisizioni dell’inchiesta della procura di Palermo sull’attività del libico Medhanie Mered, un trafficante di esseri umani arrestato in Sudan nel maggio scorso. Ecco cosa ha riferito ai magistrati Nouredin Atta, un eritreo che ha deciso di collaborare con la giustizia italiana: “Talvolta i migranti non hanno i soldi per pagare il viaggio che hanno effettuato via terra, né a chi rivolgersi per pagare il viaggio in mare e allora mi è stato raccontato che queste persone che non possono pagare vengono consegnate a degli egiziani per una somma di circa 15.000 dollari. In particolare questi egiziani vengono attrezzati per espiantare gli organi e trasportarli in borse termiche”.

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