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Escursionisti dispersi rifiutano l’aiuto dei vigili di Arezzo: “Preferiamo altri soccorritori”. E’ bufera

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Escursionisti dispersi rifiutano l’aiuto dei vigili di Arezzo: “Preferiamo altri soccorritori”. E’ bufera

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Un recupero controverso, con il rifiuto del soccorso portato dai vigili del fuoco di Arezzo in elicottero, ed è bufera.

L’antefatto è datato 3 agosto:quattro escursionisti si perdono in località Corella, nei boschi tra Dicomano e San Godenzo, nel Fiorentino. Sta per calare la sera, il sentiero è perduto e i quattro – tre uomini e una donna – decidono di chiamare aiuto. Da terra si muove una squadra di ricercatori dal distaccamento dei vigili di Borgo San Lorenzo, ma viene allertato anche l’elicottero Drago, con a bordo i vigili del fuoco di Arezzo. Il sistema di recupero è ormai in moto: uno dispiegamento di forze di spessore, come da prassi, per evitare che gli escursionisti passino la notte all’addiaccio. Anche il soccorso alpino, con un fuoristrada da terra, sta svolgendo le ricerche. I primi a ritrovare i dispersi, sono i vigili aretini, individuando il gruppetto dall’alto dell’elicottero.

A questo punto il racconto della vicenda si fa controverso. Gli escursionisti,come riportato da GoNews, avrebbero infatti rifiutato il passaggio del Drago, preferendo uscire dal bosco a bordo del fuoristrada del soccorso alpino.

Passa qualche ora ed esplode la polemica. Monta la protesta dei vigili del fuoco, non soltanto quelli di Arezzo evidentemente seccati per l’accaduto. Attraverso le parole dei sindacati, chiedono chiarezza e un incontro, sia al prefetto di Firenze che a quello di Arezzo.

Saranno gli effetti della calura estiva o chissà cos’altro – si legge nella nota del segretario generale Cisl Fns Toscana Fabrizio Ciuffini– ma quanto accaduto nell’ultimo episodio di ricerca di persone nella zona del Mugello ha bisogno di essere valutato e di vedere di mettere ordine nel delicato ambito delle attività di soccorso ai cittadini. (…) Individuati e ritrovati i dispersi, una volta atterrati (i vigili di Arezzo, nda) hanno ricevuto il rifiuto degli escursionisti ad essere soccorsi da loro; a capo del rifiuto una di queste persone – che pare essere un volontario del soccorso alpino – avrebbe preteso che il soccorso dovesse essere prestato solo da tale componente volontaria. Chi lancia un allarme e chiede soccorso, se davvero in pericolo, non sceglie il tipo di soccorritori che devono arrivare. Qualcuno dovrebbe verificare anche se il pericolo ci sia davvero stato. Anche perché in tempi di ristrettezze economiche un equipaggio con elicottero non deve uscire in volo se non c’è un concreto bisogno. Un atteggiamento come quello che è stato assunto ha reso inutile l’efficiente ricerca (visto che i dispersi sono stati subito trovati) e impone assunzione di responsabilità.

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