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Femminicidio, altri tre delitti in poche ore

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Femminicidio, altri tre delitti in poche ore

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A Napoli un uomo spara alla moglie. Como, fermato cognato maestra gettata nel bosco. E a Bologna un figlio uccide la madre a coltellate

Tre nuovi casi di femminicidio accaduti a distanza di poche ore sconvolgono ancora l’Italia. Moglie e marito, madre e figlio: storie finite e liti insuperabili hanno sempre più spesso epiloghi tragici, come gli ultimi registrati a Napoli, Como e Bologna.

Stefania Formicola, 28 anni, uccisa con una pistola
Si chiamava Stefania Formicola e aveva 28 anni la donna uccisa questa mattina intorno alle 6,30 a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. Sarebbe il marito Carmine D’Aponte, di 33 anni e già noto alle forze dell’ordine, ad averle stroncato la vita a colpi di pistola. Avrebbe sparato all’addome della ragazza, nella sua auto. Subito dopo ha chiamato il 118. Quando i soccorsi sono arrivati, la donna era già senza vita. D’Aponte è stato portato dai carabinieri nella caserma di Giugliano in Campania (Napoli) dove è andato anche il magistrato di turno della Procura di Napoli Nord per l’interrogatorio.

Nadia Arcudi, 35 anni, fermato il cognato
Il corpo dell’insegnante Nadia Arcudi, 35 anni, è stato trovato domenica sera nei boschi di Rodero (Como). Dopo qualche giorno di indagine è stato fermato il cognato un cittadino svizzero di 42 anni. All’uomo gli investigatori ticinesi sono giunti attraverso i tabulati telefonici che lo localizzavano in Italia. Rientrando in Svizzera, è stato bloccato in dogana. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il fermato avrebbe fatto parziali ammissioni. Ora è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. La vittima, la maestra Nadia Arcudi, sarebbe stata uccisa in casa a Stabio, a circa 5 chilometri dal luogo del ritrovamento.

Patrizia Gallo, 52 anni, uccisa dal figlio
Il 36enne Mauro Di Martino aveva scritto un biglietto in cui raccontava il proprio odio per la madre e l’intenzione di togliersi la vita in carcere. Lo hanno trovato i poliziotti sul corpo di Patrizia Gallo, che era riversa su una sedia nella sala da pranzo dell’appartamento a Bologna doveva viveva con il figlio, che ha confessato l’omicidio. Di Martino ha chiamato il 113, e ribadito l’ammissione nell’interrogatorio. La donna è stata colpita con oltre 20 coltellate, al torace, al petto e anche alla gola. Di Martino, arrestato per omicidio aggravato, era uscito dal carcere circa 8 mesi fa dopo 5 anni. Ha precedenti per reati contro il patrimonio.

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