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Giornata del ricordo. Le foibe, Orrori di guerra; quando l’uomo dimentica d’essere tale. Di Lia Albonico

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Giornata del ricordo. Le foibe, Orrori di  guerra; quando l’uomo dimentica d’essere tale. Di Lia Albonico

Dall’una e dall’altra parte la guerra ha trasformato gli uomini in carnefici e molto hanno avuto da vedere e raccontare i vigili del fuoco che operarono per recuperare i corpi dalle malfamate foibe.

Il 10 dicembre 1943 i Vigili del fuoco di Pola, al comando del maresciallo Arnaldo Harzarich 41° Corpo V.V.F.- Pola , tra le altre, recuperarono la salma di  NORMA COSSETTO, una ragazza do 24 anni di S. Domenico di Visinada, laureanda in lettere e filosofia presso l’università di Padova.

Apparteneva a una famiglia di possidenti fascisti: il padre era un dirigente locale del partito fascista (lungamente segretario politico del Fascio locale, commissario governativo delle Casse Rurali, era stato podestà a Visinada e ufficiale della milizia fascista e lei stessa era un’esponente del GUF padovano.

norma_800_800Il 25 settembre 1943 la sua casa venne devastata  dai partigiani slavi e tutta la famiglia fu deportata nella scuola di Antignanale, dove iniziarono le  sevizie e torture sessuali; . La giovane, legata nuda ad un tavolo, venne  violentata più volte da diciassette aguzzini, ubriachi e esaltati, quindi gettata nella foiba di Villa Surani durante la notte tra il 4 e 5 ottobre, sulla catasta degli altri cadaveri degli istriani.

I vigili del fuoco che riportarona alla luce il suo cadavere, non poterono restare indifferenti a ciò che constatarono: era caduta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro ed un pezzo di legno conficcato nella vagina,  su un cumulo di altri cadaveri aggrovigliati .I seni erano stati trafitti con armi da taglio ed il resto del corpo straziato e vilipeso. Essi ricomposero i poveri resti nella piccola cappella mortuaria del cimitero di Castellerier.

Sei dei suoi carnefici furono arrestati e obbligati a passare l’ultima notte della loro vita nella cappella e vegliare ciò che restava di Norma, alla luce tremonante di due candele. Soli con la loro vittima dissepellita dopo 67 giorni con  l’insopporabile odore della decomposizione e l’angoscia della loro ultima notte,  tre non seppero vingere l’orrore ed impazzirono. All’alba vennero tutti fucilati.

’Harzarich e la sua squadra in totale recuperarono  i corpi di 204 infoibati più quelli di altre persone eliminate probabilmente in modo diverso. In totale 250 morti.

Arnaldo Harzarich  dall’ottobre 1943, ricevette le prime lettere minatorie, scritte in slavo e con timbri partigiani, nelle quali veniva minacciato di morte se avesse continuato il recupero nelle foibe. I partigiani slavocomunisti lo consideravano un “criminale di guerra”.

Alla fine della seconda guerra mondiale, presentò alle autorità alleate, descrivendo foiba per foiba l’attività svolta e i riconoscimenti fatti.

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