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I nostri cari angeli

Da tutta Italia si mobilitano i comandi, cercano di presenziare nelle zone terremotate con il proprio contributo logistico, tecnico e di competenza. Portano assistenza alle zone colpite con il loro valore umanitario e un grande senso di nobile solidarietà sociale. Li troviamo negli incidenti quotidiani, disastri ambientali, nei cataclismi che il nostro secolo ci riserva. E, con il loro “Obbedisco” sentendosi parte di un corpo speciale dello Stato, abbassano il capo, instancabili li troviamo in lavori, a stretto contatto con il bisognoso di cure amorevoli, di aiuto, di conforto. Prima arrivarci con la forza fisica, poi quella del cuore con le loro parole rassicuranti. Soddisfatti della loro divisa che portano. Una devozione, incompresa. Insomma, solo quando ci sono criticità di pericolo sono presenti e, forse allora ci ricordiamo che esistono. Il loro motto continua ad essere impresso ogni giorno nelle loro azioni per dare forza e coraggio: “ finché c’è vita c’è speranza”. E se qualche bambino ci stupirà dicendo che da grande vuole fare il pompiere, vuol dire che ci sono ancora animi buoni che tendono la mano alla solidarietà.

Ada Cosco