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Il faro “la cattedrale del mare”. di Bruna Antonelli

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Il faro “la cattedrale del mare”. di Bruna Antonelli

fotoIl faro, nonostante l’avanzare della tecnologia, rimane un punto indiscusso di riferimento, con un suo unico linguaggio fatto di luci ed eclissi, invariato nei secoli. I fari oggi, anche se completamente automatizzati, continuano ad esercitare un forte potere seduttivo nei confronti dello spirito. Tutti noi o quasi, spesso vorremmo fuggire dal caos quotidiano per trovare rifugio in uno di essi, su un’isola o su di un lembo di terra remota, lontani da tutto, ad osservare le maree, la luna e le stelle.
> Il faro ha sempre segnato una certezza per gli uomini di mare, il riferimento nelle notti più buie, l’ ancora di salvezza, magari dopo una tempesta.
> I centinaia di gradini per arrivare alla lanterna, sono una sorta di metafora della vita, e della fatica che l’uomo compie ogni giorno, per arrivare alla luce.
> Questo desiderio di ritrovare se stessi e di fuggire al caos quotidiano, cercando in maniera rivoluzionaria di cambiare vita, lo ritroviamo nelle centinaia di lettere, email, telefonate di persone che contattano la Marina Mercantile per diventare farista “guardiano del faro” come una sentinella nell’infinito. Il richiedente, se ritenuto idoneo viene sottoposto a visite mediche e dovrà frequentare un corso presso l’Ufficio Tecnico dei fari di La Spezia per poter essere alla fine affidato ad una sede di servizio. Così la propria vita si trasformerà come fosse vissuta in un’altra epoca.
> Tra le storie più singolari in Italia e forse in Europa,  vi è quella dell’ unica donna guardiana di un faro, Maria Rita di Lorenzo andata in pensione dopo trentacinque anni di lavoro, dal suo eremo di Punta Preposti in Puglia. Il giornale locale intitolava “il Gargano saluta la sua vedetta” e la sua abnegazione e’ stata a suo tempo premiata con un’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.
> Tra i fari più antichi attualmente attivi in Italia ci sono: il Faro di Livorno, ricostruito dopo che le truppe tedesche in ritirata lo fecero saltare con potenti cariche di dinamite ed ora dichiarato monumento nazionale, e la Lanterna di Genova, il più luminoso d’Italia, simbolo della città. La sua storia si perde dall’epoca dei saraceni, delle crociate, delle Repubbliche Marinare sino alle battaglie delle guerre mondiali, per arrivare ai giorni nostri, rendendo quel luogo quasi sacro per il significato che ha avuto per la vita di tanta gente.
> La Open University (UK), uno dei principali canali istituzionali di formazione e aggiornamento, in accordo con società internazionali ha collaborato affinché il 2015 sia considerato l’anno internazionale della luce con le sue innovazioni, le sue nuove scoperte e trasformazioni. Ma a noi piace credere che il faro, con il suo sapore antico e il fascino onirico che richiama, rappresenti per sempre il viaggio della vita, nella sua intramontabile metafora.

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