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Il ricorso al Conciliatore Bancario e finanziario. di Daria Colica

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Il ricorso al  Conciliatore Bancario e finanziario. di Daria Colica

Il Conciliatore Bancario e finanziario, il c.d. OMBUDSMAN è un ORGANISMO COLLEGIALE DI GIUDIZIO che costituisce un alternativa all’ordinaria Magistratura e che, diversamente da quest’ultima,  risolve le controversie con gli Istituti bancari ed intermediari finanziari in materia di servizi di investimento al di fuori di un vero e proprio contenzioso giudiziario ed anche senza quegli oneri economici tipici a cui sono assoggettati coloro che intendono intraprendere una procedura dinanzi le competenti Autorità giudiziarie (quali le spese relative al contributo unificato, marche da bollo, diritti di cancelleria ecc…).

La materia oggetto delle controversie sottoposte all’attenzione di tale Organismo potranno quindi riguardare, tra le altre, la compravendita di azioni, obbligazioni, titoli di stato, fondi comuni, polizze finanziarie, gestioni patrimoniali.

Condizione imprescindibile per poter adire l’Ombudsman è l’aver presentato precedentemente, ma non da oltre un anno,  un reclamo all’apposito Ufficio reclami della Banca o dell’intermediario finanziario con cui si è intrattenuto o si intrattiene il rapporto bancario. Infatti soltanto dopo che siano spirati i termini per la risposta senza aver ottenuto alcun riscontro o soltanto dopo aver eventualmente ricevuto una risposta non soddisfacente dal predetto Ufficio, il cliente potrà rivolgersi al Conciliatore bancario e finanziario con richiesta di dirimere la controversia pendente.

La decisioni dell’Ombudsman devono essere motivate e rese entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta di intervento o dall’ultima comunicazione utile del richiedente ed è vincolante per l’intermediario e, qualora questi non si conformi alla decisione resa, ai sensi dell’art. 10 comma 9 del regolamento per la trattazione dei reclami e dei ricorsi in materia di servizi e attività di investimento, gli assegna un termine per provvedere, decorso il quale renderà nota l’inadempienza dandone pubblicità a mezzo stampa a spese dell’intermediario inadempiente.

Quest’ultimo deve rispondere entro 90 giorni se abbia ritenuto sufficiente la documentazione allegata al ricorso. Diversamente, tramite la propria Segreteria sarà richiesta integrazione di quei documenti utili ai fini di una decisione.

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