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Il telefonino: la vita tra le mani – umanità “distante” ma “connessa”

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Il telefonino: la vita tra le mani – umanità “distante” ma “connessa”

MASSIMO MARZI

Non sono le potenzialità e le prestazioni tecniche di uno strumento che ne definiscono il valore; quello che conta di più sono i risultati concreti che producono le utilizzazioni che se ne fanno.

 Sembra che ci siano più di 7 miliardi di cellulari venduti negli oltre 200

Paesi di questo pianeta; qualcuno ancora non ce l’ha, ma molti ne hanno 2, 3, o anche più (soprattutto in Italia)… forse per questo la statistica è arrivata a questi numeri incredibili!

Il tempo medio di utilizzazione di un telefonino Smartphone è compreso fra le 2 e le 4 ore al giorno; mediamente consultiamo o utilizziamo lo strumento per una buona fetta dei nostri tempi ed è confermato da una statistica inglese che “interagiamo col telefonino almeno 200 volte al giorno”; in un anno totalizziamo circa 2 milioni di movimenti dei pollici per gestire tutte le funzioni possibili con lo schermo tattile. Per questo imprevisto uso del “dito con un forte muscolo opponente” sta nascendo una nuova patologia da abuso di una importante funzione motoria: in molti si manifesta l’insorgenza di un’artrite precoce delle articolazioni del pollice, sollecitato così “innaturalmente” a toccare senza sosta il display dei cellulari.

Viviamo nella “APP Society” dove regnano collegamenti fittissimi attraverso i social network di ogni tipo, ormai specializzati per soddisfare ogni esigenza relazionale (affettiva, hobbistica, professionale, solidaristica, turistica, sessuale, ecc.).

Il cellulare è il medium più “personale” tra tutti i personal media disponibili:

contiene tutti i nostri dati anche riservati, rende tracciabili tutte le nostre attività, include tutti i nostri contatti, gli indirizzari di posta elettronica, archivia in memoria appunti, registrazioni, fotografie, filmati, documenti di ogni tipo, ricorda le nostre navigazioni su internet, raccoglie le nostre preferenze d’acquisto e registra tutti i nostri spostamenti (geo-referenzazione).

I telefonini sono  piccoli oggetti di grandi prestazioni e irresistibili attrazioni…sono diventati per molti  un nuovo status symbol da esibire e confrontare pubblicamente.

La convergenza tecnologica ha realizzato  dispositivi “all in one” capaci di includere diverse funzioni sofisticate  in un unico cellulare miniaturizzato  con avveniristiche prestazioni che avrebbero fatto impallidire anche i migliori agenti 007 di qualche decennio fa.

 Nella nostra quotidianità  però assistiamo spesso all’uso esagerato delle nuove tecnologie… ore ed ore di utilizzazione possono far smarrire le persone, soprattutto i più giovani, in un mondo virtuale dove più che informazioni, distrazioni e relazioni c’è il rischio di trovare l’isolamento; è questo l’ambiente in cui  si può sviluppare tra tante compagnie virtuali  una pericolosa “solitudine nella moltitudine” (grave fenomeno sociale studiato negli Stati Uniti d’America, dove ha assunto una rilevanza patologica).

Facciamo  quindi attenzione  nel trovare un giusto equilibrio tra l’utilizzazione vantaggiosa del cellulare ed i suoi effetti collaterali…limitiamoci al buon USO ed evitiamo assolutamente  il suo AB-USO.

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