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La curiosità per i pompieri. Coraggio divisa e sorrisi: “I coo d’òr”

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La curiosità per i pompieri. Coraggio divisa e sorrisi: “I coo d’òr”

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I vari corpi incaricati di spegnere gli incendi esistevano già da tempo quando venne istituito il primo veramente organizzato a cura del Generale Dupuy, comandante del Castello e capo della Municipalità, che lo creò nel 1797.

Milano, 25 giugno 2016 – I vari corpi incaricati di spegnere gli incendiesistevano già da tempo quando venne istituito il primo veramente organizzato a cura del Generale Dupuy, comandante del Castello e capo della Municipalità, che lo creò nel 1797. In quell’anno a Milano erano attivedieci pompe e a ciascuna furono assegnati otto uomini. Fu così che la prima compagnia di pompieri della nostra città contava ottanta unità. Vediamo ora il perché del soprannome «i coo d’òr» (le teste d’oro): il vicerè Eugenio di Beauharnais, figlio di prime nozze della moglie di Napoleone Giuseppina dispose, nel 1811, che la loro sede dovesse essere l’ex convento dei Domenicani dell’allora Porta Marenco, oggi Porta Ticinese, dotandoli di un elmo lucente di ottone.

Va da sé che i milanesi non ci misero molto per dar loro il soprannome «i coo d’òr», le teste d’oro. La loro figura divenne presto ben accetta al popolo che li vedeva simpatici e gioviali e che ne apprezzava anche la loro divisa fatta di panno di amianto blu, una cintura di pelle stretta sulla vita, adatta anche per appendervi l’accetta (“el segurin” in dialetto), gli stivali e, ovviamente, il luccicante copricapo di ottone. I milanesi apprezzavano i pompieri anche perché li vedevano sempre presenti non solo in caso di calamità, ma anche nelle varie riunioni sportive o di divertimento pubblico, durante le quali vigilavano sulla pubblica incolumità, partecipando finanche alle processioni dove comparivano immediatamente dietro il gonfalone di Sant’Ambrogio che veniva portato dai facchini.

Il perfezionamento delle tecniche e l’addestramento furono tali che consentirono al corpo dei vigili di vincere alcune gare di ginnastica ai concorsi mondiali di Parigi, Londra e New York. Nel 1935 tutti i pompieri d’Italia furono riuniti sotto un unico corpo che dipendeva dal ministero degli Interni e furono dotati di un’unica divisa e da allora furono i Vigili del fuoco. Terminò così nella nostra città l’epoca dei “coo d’òr”, non senza rimpianto da parte del popolo meneghino che forse ricorderà una breve lirica del poeta meneghino Giannino Sessa (1876 – 1950):

«Ah! L’è ’l coeur (Ah è il cuore), l’è el coeur d’òr, che gh’avii (è il cuore d’oro, che avete)
come el mej tesòr (come il miglior tesoro)
in l’amiant del vestii (nell’amianto che vestite),
o car i mè Coo d’òr! ( o cari miei Coo d’òr!)».

Da ultimo notiamo, come a volte succede nella traduzione dall’italiano al milanese, che il sostantivo femminile «accetta» in milanese diventa «el sigurin», sostantivo maschile.

 di GIANFRANCO GANDINI

 

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