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La fisica della salute – Il giusto clima e un po’ d’atmosfera – di Andrea Oliva

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La fisica della salute – Il giusto clima e un po’ d’atmosfera – di Andrea Oliva

Nel 1978 George M. Woodwell, ecologista di assoluto valore, pubblicò su Scientific American un articolo profetico, nel quale segnalava il problema dell’aumento di anidride carbonica nell’aria, come fatto riconducibile all’attività umana.

Woodwell preconizzava gli effetti a lungo termine che oggi vediamo manifesti. Ancora solo in epoca medievale, ad esempio, l’Inghilterra era ricoperta di foreste; così anche il resto d’Europa, nella remota antichità. Il clima cambia se si alterano gli equilibri naturali, conquista di milioni di anni. La colpa non è tutta dell’uomo, che pure ha fatto guasti rilevanti, “impegnandosi” per migliaia di anni.

Però… La Terra in orbita è soggetta a precessione, fenomeno che ricorda l’indugiare di una trottola prossima a cadere: succede, allora, che il polo nord passi dal “guardare” la stella polare al puntare la stella Vega. Per conseguenza, il Sahara, di tanto in tanto, torna fertile. Ancora: il sole modifica la sua attività a cicli di circa trecento anni: quando è più bassa, come fu nel Settecento, il Tamigi gela (in stampe dell’epoca vediamo i londinesi a piedi sul ghiaccio); oggi quell’attività è più intensa. Mentre il Pacifico è squilibrato da un’anomala corrente calda, che ha effetti molto seri su flora e fauna oceaniche, si dibatte di terremoti indotti dalle trivellazioni petrolifere.

Le onde di terremoti superficiali potrebbero derivare dalla messa in risonanza degli strati sollecitati dall’attività estrattiva e contro-estrattiva (il pompaggio delle acque di scarto), ma, a tutt’oggi, non se ne ha prova scientifica.

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