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La fisica della salute — Onda su Onda. Di Andrea Oliva

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La fisica della salute — Onda su Onda. Di Andrea Oliva

L’inquinamento elettromagnetico ci preoccupa non a caso. Sono sorgenti di onde elettro- magnetiche, tutti i fili elettrici percorsi da corrente alternata. La corrente alternata è quella che alimenta casa nostra. I phon, i rasoi elettrici, le lavatrici, gli stereo, le radiosveglie… sono tutti coalizzati contro di noi? E’ questo, dunque, l’inquinamento elettromagnetico che ci deve mettere in allarme? No. Gli effetti sanitari di questi campi, come di tutti, si possono determinare calcolando il valore di opportune grandezze-indice. Si vede, così, che l’esposizione a questi stessi campi produce effetti privi di rilevanza per la salute. Questi campi sono d’intensità tale da essere molto ben tollerata dal nostro corpo. Per capirci facciamo un esempio un po’ forte: l’ambiente naturale è radioattivo; c’è una radioattività di fondo intorno a noi, da sempre, per il fatto che sulla Terra troviamo, dalla notte dei tempi, uranio naturale,  potassio-40, ecc….  Ci siamo nati in mezzo ed entro certi limiti riusciamo, per natura, a contenerne gli effetti. Questa nostra qualità si chiama “tempo di recupero biologico”; ciò che ci salva letteralmente la vita, permettendoci, ad esempio, di fare una radiografia senza restarci secchi, e vale, a maggior ragione, in relazione agli effetti dei campi elettromagnetici di cui abbiamo parlato. Altro discorso dobbiamo fare per sorgenti quali cellulari, Wi-Fi, e antenne di proprietà delle società televisive. I cellulari sono ricetrasmittenti che aumentano il segnale emesso (ci irradiano) tanto più, quanto più è lontana l’antenna ricevente. Il “divertente” paradosso è, perciò, dato dal fatto che più antenne riceventi ci sono intorno (quelle dedicate ai telefonini, si chiamano Stazioni Radio-Base), meno il cellulare ci irradia. C’è dell’altro. Le Stazioni Radio-Base tendono ad entrare in conflitto tra loro; si “disturbano”: più sono, più diventa necessario ridurre uniformemente il livello di emissione. Ottimo? Non proprio, perché noi ci stiamo in mezzo, e siamo un’antenna, a tutti gli effetti… Entro una data soglia, i nostri “tasti” biologici ci mettono in sintonia con le altre antenne, questo è certo, ma… Il Wi-Fi, per esempio, è una Stazione Radio-Base casalinga e “solitaria”: limitarne l’uso è, perciò, buona prassi. Considerate inoltre che i nostri cellulari “riconoscono” anche i Wi-Fi degli appartamenti vicini, come tutti noi abbiamo avuto modo di verificare: significa che in casa siamo immersi in un campo elettro- magnetico dovuto, innanzi tutto, al concorso di più sorgenti dello stesso tipo, e poi al resto.

Le antenne delle stazioni televisive rappresentano un caso a parte: argomento da non sotto- valutare assolutamente.

Per conoscere la verità sui valori di campo elettromagnetico che ci circondano, c’è un solo modo: misurare. La misura è l’unico dato certo dal quale partire per studiare idonee soluzioni tecniche. Curiosità finale: c’è un trucchetto, che ha a che fare con l’argomento dell’articolo, e serve a stabilire i livelli di qualità e sicurezza di un forno a microonde… Impazienti? Beh: questa ve la dico a voce…

 

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