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La TV che migliora.

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La TV  che migliora.

Massimo Marzi – Cominciamo ad abolire alcuni insopportabili processi mediatici.

La televisione deve parlare delle possibilità e non solo delle difficoltà, deve allontanarsi dalle brutture del mondo, basta con servizi speciali, su eventi “micidiali”, con storie di sevizie individuali e violenze collettive; arginiamo i processi condotti da giornalisti che fanno i giudici e diffidiamo dei giudici che vogliono fare i giornalisti; siamo travolti da un carosello di ambivalenza, che ci allontana dalla “sostanza autentica” delle situazioni; la scomposta e sommaria narrazione mediatica ci porta lontani da una incisiva cultura della verità… tutti fanno tutto, per questo nessuno riesce a fare abbastanza, mancano l’attenzione profonda, l’analisi ponderata, una rappresentazione integrata delle problematiche.

 Bisogna proporre il cambiamento di molti contenuti mediatici viziati dalla consuetudine e propagati come un tam tam originato da poche fonti informative che dicono un po’ tutte la stessa cosa. I media vivono di mutuo soccorso: i TG raccontano, commentano e fanno la rassegna stampa di ciò che scrivono i giornali (la pluralità informativa) e i giornali copiano, descrivono, espandono o denigrano quello che trattano i tele-giornali. Più a distanza che in presenza, diventiamo bersagli di un tiro incrociato di notizie. Di ciò che accade vicino a noi abbiamo una rilevazione diretta; viviamo la quotidianità come qualsiasi uomo di ogni epoca, ma, fatto nuovo, l’uomo di oggi attraverso i media è sottoposto ad una “esperienzialità” parallela e mediata che condiziona in modo rilevante apprendimenti e comportamenti. La nostra dieta mediatica è cambiata radicalmente; siamo imboccati con cibi informativi più cattivi che buoni: il meglio dell’umanità passa, quasi sempre, senza lasciare una traccia significativa utile, mentre il peggio diventa patrimonio  anzi angoscia di tutti in “mondo-visione

Speriamo che prima o poi questa comunicazione fatta di bollettini di “guerra informativa” con i suoi effetti inquietanti, si trasformi in una più rassicurante modalità informativa idonea a tipologie di pubblico di tutte le età.

 

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