subscribe: Posts | Comments

L’abbandono di animali: quali le conseguenze? – di Ariela Bozzaotra

0 comments
L’abbandono di animali: quali  le conseguenze? – di Ariela Bozzaotra

In Italia l’abbandono di animali, sebbene in decrescita grazie al progresso culturale e alle campagne di sensibilizzazione pubbliche o di associazioni e movimenti animalisti, è ancora una piaga, concentrata soprattutto nell’estremo sud.

Il fenomeno si manifesta soprattutto a cavallo delle vacanze estive, quando padroni anaffettivi e senza etica pensano di sbarazzarsi del loro animale domestico per godersi a pieno le ferie, abbandonandolo sul ciglio dell’autostrada, in un parcheggio, in mezzo ad un campo, legato ad un palo della luce. Casi di abbandono si registrano, tuttavia, anche in altri periodi dell’anno. Le conseguenze di tale scelleratezza sono il randagismo e l’inselvatichimento dell’animale, l’aumento degli incidenti stradali e, quindi, il pericolo per la sicurezza collettiva. Secondo l’osservatorio Enpa, oltre 4000 incidenti stradali sono causati da animali abbandonati per strada. Questi, abituati a vivere in cattività, in genere non sopravvivono a lungo alla vita in strada; muoiono per denutrizione, attacchi di altri randagi, patologie legate al freddo e all’incapacità di provvedere da soli a se stessi.

“Abbandonare è crudele, comporta un costo sociale e costituisce un rischio per tutti”, questo uno degli slogan della campagna di sensibilizzazione dell’Enpa. L’abbandono  riguarda principalmente, ma non solo i cani; sono interessati anche gatti, criceti, cincillà, topi cavia, tartarughe, meno tutelati e regolamentati, e le specie esotiche, la cui detenzione è vietata per alcune, sottoposta ad obbligo di denuncia per altre. Il destino di un animale abbandonato è lo stesso, indipendentemente dal luogo dell’abbandono e dalla specie: lo si condanna a morte..

In più, molti animali abbandonati non sono sterilizzati, per cui, se sopravvivono come randagi, possono riprodursi in maniera esponenziale, provocando problemi alla collettività. L’obbligo del microchip per i cani e le sanzioni del cp in caso di abbandono hanno fatto registrare una diminuzione degli stalli in canile ( da 350mila nel 2012 a 100mila nel 2015).

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *