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L’azienda interviene sul caso del conducente che inneggiava a Satana e compiva manovre pericolose

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L’azienda interviene sul caso del conducente che inneggiava a Satana e compiva manovre pericolose

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«I controlli sugli autisti ci sono, anche a sorpresa». L’azienda Asf Autolinee sta cercando di ricostruire con esattezza quanto avvenuto mercoledì scorso, quando una studentessa a bordo di un mezzo della linea C71 (Maccio-Como) ha filmato con il telefonino il conducente mentre intonava canzoncine inquietanti («Quando Satana arriverà, questa gente morirà…»). Non solo, la stessa ragazza ha riferito di manovre pericolose compiute dall’autista, che avrebbe accelerato e frenato bruscamente ma anche compiuto sorpassi azzardati e “bruciato” un semaforo rosso. Dal filmato emerge la preoccupazione dei passeggeri, che temevano per la propria incolumità e si sono spaventati a tal punto da lasciare il bus alla prima fermata utile, all’altezza dell’istituto Pessina in via Milano.

Ieri l’azienda di trasporto ha ribadito che «proseguono le verifiche per cercare di ricostruire nel dettaglio la vicenda e i motivi di eventuali comportamenti non idonei tenuti dal dipendente». Nel frattempo l’autista non viene impiegato per la guida degli autobus, svolge altri compiti.

Ma come vengono controllate le condizioni psico-fisiche degli autisti in forza ad Asf Autolinee? L’azienda risponde che «è prevista una visita medica obbligatoria ogni anno». Inoltre, si effettuano «test antidroga, a cura del medico del lavoro». Test, questi ultimi, che vengono effettuati «a sorpresa», come prevede la legge.

Sempre da Asf spiegano che in passato non si sono mai verificati problemi simili a quello segnalato dalla studentessa e che la sicurezza dei passeggeri è considerata ovviamente una priorità.

Intanto, emerge un retroscena relativo a questa vicenda: la ragazza che ha girato il video con il cellulare ha poi contattato l’azienda per sapere come muoversi per fare una segnalazione “ufficiale”. Ha ottenuto le risposte del caso, ma non ha poi formalizzato alcuna segnalazione.

Certo non sarà facile, per l’azienda, ricostruire esattamente quanto avvenuto su quel bus della linea C71. A meno che non si facciano avanti altri testimoni in grado di raccontare come si è comportato l’autista mercoledì scorso.

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