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Lettera di un vigile del fuoco: “Caro Stato, ci stai togliendo tutto”

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Lettera di un vigile del fuoco: “Caro Stato, ci stai togliendo tutto”

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Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Stato, sono un pompiere, si un pompiere, perché la gente sa che sono unvigile del fuoco ma gli piace chiamarmi così e a me non dà fastidio per niente. Da 16 anni lavoro per te. Guadagno il 50% della busta paga, 1.400 euro (oggi 300 euro in meno rispetto la maggior parte delle altre forze di polizia) l’altra metà la trattieni tu. Eh si, per la pensione dicono, ma chi ci crede più… soprattutto dopo il mandato di Monti, che tra le lacrime di una sua collaboratrice, ha spostato il traguardo, non di un mese, non di un anno, ma addirittura di quasi 10. Ma questo serve per i giovani, avanza il nuovo: new generation, welfare, job act, spread, rating, spending rewiew, default, fiscal compact. Vedi caro Stato, sembra un po’ tutto una presa in giro perché noi pompieri di giovani assunti ne vediamo sempre meno. Se prima una squadra di soccorso era composta in 7 unità adesso siamo in 5, e nel mio caso una sola squadra copre un territorio con oltre 200.000 abitanti.

Forse tu non sai, caro Stato, che noi tutti abbiamo tanta monnezza nella pleura…e abbiamo la certezza che scatenerà un tumore, basta solo aspettare, e sperare che questo avvenga dopo essere già morti di altro. Ma in questo per fortuna ci aiutate voi quotidianamente, bloccandoci il contratto da anni, dimezzandoci il personale, non fornendoci mezzi adeguati, facendoci preoccupare per i nostri figli, moltiplicandoci gli incarichi (tutto a costo zero) e offendendoci stanziando 5 euro al mese di aumento, soltanto dopo che l’Europa vi ha costretti a sbloccare i contratti del pubblico impiego. Neanche il lavoro usurante ci avete riconosciuto. Perché è vero che non siamo minatori, ma dopo aver vissuto anni in mezzo a incendi, alluvioni, terremoti, a 40 gradi o sotto lo zero, inzuppati fradici, e dopo essersi sporcati di urina,sangue, feci e vomito, credo proprio che non sia stata una passeggiata di salute il nostro lavoro. E quando protestiamo per questi motivi, non trovate di meglio che farci randellare dalla polizia come se fossimo dei delinquenti.

Caro Stato, io non ti sto raccontando una storia particolare, ma quella di un normale vigile del fuoco, questa è una storia comune a tutti noi. Vedi, noi pompieri ogni giorno siamo in strada a salvaguardare la salute della gente, con grandissima professionalità e non facendo alcuna distinzione, abbiamo soccorso bianchi o neri, ricchi o poveri, cattolici o musulmani, politici o impiegati, onesti e delinquenti, sempre dando il massimo e non chiedendo neanche un grazie in cambio. Il nostro lavoro è proiettato verso il soccorso e la prevenzione delle vite umane, nel nostro dna non possiamo accettare questasomma sporca del sangue delle vittime. Non possiamo pensare che per avere l’aumento che ci meritiamo per quello che facciamo (che è almeno 7 volte gli 80 euro). Dobbiamo sperare che in futuro accada qualcosa di grave nel nostro paese.

Guardavo il servizio del Tg5 sulla sciagura di Corato. Ma questi giornalisti che intervistano chiunque abbia una maglietta da volontario, non si vergognano? Soccorrere significa essere stremati, soccorrere vuol dire rischiare la tua vita per salvarne un’altra, soccorrere vuol dire sporcarsi, soccorrere vuol direlavorare senza tregua finché c’è una vita in pericolo. E le tv mi fanno vedere l’intervista a tre personaggi con una polo bianca e candida col colletto alzato da “fighetti” che, come tutti noi sappiamo, non operano finché non c’è sicurezza e quindi hanno il tempo di lasciare dichiarazioni su quanto noi professionisti stiamo facendo. Mi è parso di sentire:  “Abbiamo coordinato le operazioni”. Ma carta igienica ne avete? Allora coordinatevi una ca****! Caro Stato, ci stai togliendo tutto: la professionalità, il coraggio, l’onore, il patriottismo, la speranza nostra e dei nostri figli. Non levarci anche la dignità.

Francesco Cuttone

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