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Manovra da 24 miliardi, ok del Cdm: chiude Equitalia, più fondi a Sanità

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Manovra da 24 miliardi, ok del Cdm: chiude Equitalia, più fondi a Sanità

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La manovra da 24,5 miliardi è stata varata dal consiglio dei ministri con alcune novità dell’ultim’ora: scongiurato il taglio alla Sanità che mantiene l’aumento di due miliardi del Fondo Sanità così come previsto sin dall’inizio. Chiude Equitalia. Arrivano fondi per le Pmi e per le scuole, comprese quelle paritarie. Il rapporto Deficit/Pil previsto per il 2017 è del 2,3%.

«La filosofia della stabilità 2017 è merito e bisogno, tenere insieme competitività ed equità, dare una chance a chi ci prova e una mano a chi non ce la fa», ha detto Matteo Renzi al termine del cdm. «L’Italia non va ancora bene ma dopo due anni e mezzo va un po’ meglio di prima, non siamo contenti, abbiamo fame di risultati positivi ma l’Italia va meglio. Passo dopo passo». Soddisfatta il ministro Maria Elena Boschi che si dice «molto felice della stabilità 2017. Un grande lavoro di squadra per l’Italia. #passodopopasso».

La manovra, ha quindi spiegato il premier, è fatta «di 6 capitoli, il più importante è la competitività» sulla quale ci sono «20 miliardi in più anni» per Industria 4.0 e il superammortamento. «Già nel decreto legge c’è un miliardo di euro per le piccole e medie imprese», aggiunge, sottolineando come le risorse arrivino dal «fondo presidenza» e non siano dunque utilizzati per la campagna del referendum. «Non pensiamo alle stock option dei banchieri – ha aggiunto – ma alle Pmi che non hanno i finanziamenti». «Bonus? Saranno anche bonus ma sono 4 manovre in 3 anni che facciamo un bonus, a differenza di chi per trent’anni ha fatto malus», ha detto il premier parlando delle misure in favore delle imprese, e sottolineando che «continua ad andare giù la pressione fiscale».

«Il fondo per la sanità era 111 miliardi l’anno scorso, quest’anno sarà 113», ha confermato il presidente del Consiglio.Questo governo «non ha mai tagliato la sanità e ora ha 2 miliardi in più» e quel miliardo che «per alcuni sembrava ballerino» servirà «per i farmaci oncologici, per l’epatite C» per i vaccini e per le nuove stabilizzazioni di medici e intermedi.

Nella manovra c’è «1 miliardo in più su scuola e università, non solo per i decreti legislativi per la buona scuola» ma anche per un «intervento per le scuole non statali, per le materne paritarie» e per quelle che «hanno insegnanti di sostegno e che hanno numero di disabili rilevante». Si tratta di scuole, ha detto Renzi, che «fanno un servizio», auspicando «che non vi siano polemiche ideologiche».

Gli investimenti pubblici aumenteranno di 12 miliardi in 3 anni, di 2 miliardi nel 2017, 4 nel 2018 e 6 nel 2019. Come si evince dalle slide illustrate da Matteo Renzi a Palazzo Chigi il rapporto deficit/Pil si attesterà nel 2017 al 2,3%. Il dato, che sarà inserito nel Documento programmatico di Bilancio (Draft Budgetary Plan), è rivisto al rialzo rispetto al 2% della Nota al Def. La crescita del Pil rimane all’1%.

«Abbiamo chiuso un accordo con il mondo dei pensionati, avevamo chiuso a 6 mld ed invece sono 7 nel triennio», ha detto poi Renzi spiegando i fondi per l’Ape e le pensioni basse nella manovra.

Renzi ha poi annunciato «tre miliardi per il bonus ristrutturazione non solo per i condomini ma anche per gli alberghi». Nella manovra 2017 ci sono inoltre 600 milioni sulla famiglia «con misure del ministro Costa. È un piccolo segnale verso un grande investimento sulla famiglia e sui figli che faremo nel 2018 con la modifica dell’Irpef».

Confermato l’azzeramento dell’Irpef agricola per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti. A quanto apprende l’Ansa, la norma stabilisce l’esenzione ai fini Irpef dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da CD e IAP per gli anni 2017, 2018 e 2019. Come anticipato dal Ministro Martina il taglio di tasse per l’agricoltura arriva a 1,3 miliardi di euro in 2 anni considerando anche la cancellazione di Irap e Imu sui terreni.

L’impegno finanziario per l’accoglienza migranti «vale lo 0,2% e sarà fuori dal Patto» e dal 2016 «i sindaci che al 15 ottobre accolgono sul territorio i migranti avranno riconosciuto un contributo specifico di 500 euro una tantum a migrante, che permetterà di dimostrare che lo Stato gli è riconoscente», ha annunciato poi Renzi.

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