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Missione Equador – Vigili del Fuoco in soccorso alle popolazioni- di Roberto Lupica

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Missione Equador – Vigili del Fuoco in soccorso alle popolazioni- di Roberto Lupica

Missione Equador – Vigili del Fuoco in soccorso alle popolazioni – Seconda parte

Il gruppo, partito il 20 aprile dall’aeroporto di Fiumicino era composto da due Funzionari di protezione civile (Massimialiano Borzetti, team leader, Erica Conti, ufficiale di collegamento) e otto vigili del fuoco tra cui cinque ingegneri (Roberto Lupica, comandante di Firenze, Paolo Qualizza, comandante di Arezzo, Nicola Cianneli, funzionario del comando di Firenze, Stefania Fiore, funzionario della Direzione Centrale per l’Emergenza e il soccorso tecnico, Luca Rosiello funzionario del comando di Roma), due esperti in strutture collassate (Susini Alessandro, funzionario del Comando di Pisa e Fabrio Graverini, capo squadra del comando di Pisa) e un vigile che pur partecipando alle operazioni di verifiche potesse nel frattempo eseguire riprese video fotografiche (Andrea Guicciardi CS del Comando di Firenze).

Abbiamo sempre trovato un’ampia collaborazione con le autorità locali che avevano pianificato la nostra attività e le operazioni che sono state numerosissime: circa 500 sopralluoghi tra scuole, ospedali, attività commerciali e soprattutto, edifici di civile abitazione.

La situazione riscontrata era molto complessa e operare non sempre è stato facile sia per le condizioni climatiche, grande caldo ed elevato tasso di umidità aggravati da violenti acquazzoni tropicali, sia per i gravi danni riportati dagli edifici. La nostra opera è terminata il 5 maggio.

E’ stata veramente importante il supporto dell’Ambasciatore che con estrema operatività ci ha consentito di individuare esattamente le esigenze delle autorità locali e quindi definire al meglio la nostra attività e la pianificazione degli interventi in collaborazione con l’altro team europeo, affiancandoci giovani ingegneri formati sulle tecniche di verifica speditiva dei danni strutturali degli edifici.

In Ecuador abbiamo avuto modo di confrontarci con un popolo che pur colpito profondamente dal sisma non ha mai atteso passivamente l’aiuto straniero ma ha operato nell’immediatezza con slancio per salvare vite umane (abbiamo incontrato i vigili del fuoco, bomberos, di Portoviejo e Guayquil che ci hanno raccontato le loro esperienze nelle primissime fasi del soccorso).

Siamo tornati a casa, stanchi ma soddisfatti, sapendo che nulla sarà come prima, queste sono esperienze che ti entrano dentro e ti migliorano. Abbiamo lavorato insieme, un gruppo molto unito pur essendo variegato, dove non contava il ruolo ma la professionalità e la stima reciproca che l’ha cementato, stima ben presto diventata qualcosa di più. Come poi tacere del calore, della gratitudine con cui siamo stati accolti dal popolo ecuadoriano; quante volte ci siamo trovati in imbarazzo per le dimostrazioni di affetto. Meravigliosi quei giovani ingegneri che ci hanno supportato e che non hanno nascosto la commozione del saluto alla cena di “despedita”. È stata un’esperienza veramente importante.
La mia carriera si sta concludendo e so che da questo stupendo lavoro ho avuto in termini di crescita umana più di quello che ho dato ed è per questo che continuerò a metterci tutto l’impegno e la professionalità di cui sono capace. Roberto Lupica

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