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Muraro: «Dimissioni? Già in mano a Raggi, deciderà lei»

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Muraro: «Dimissioni? Già in mano a Raggi, deciderà lei»

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«E’ vero, nelle ore più complicate della settimana scorsa ho parlato con Virginia e le ho detto che ero pronta a dimettermi».

E cosa le ha risposto la sindaca Raggi, assessore Paola Muraro?
«Che aveva fiducia in me, abbiamo avuto un colloquio molto franco, questo sì».

E così allora va avanti. Nonostante l’inchiesta a suo carico, giusto? «Certo. Sa come diceva mia nonna?»

Non proprio. «Male non fare paura non avere».

Ma se la sua posizione dovesse complicarsi non sarebbe bene, per motivi di opportunità politica, fare un passo indietro?
«Questo discorso lo abbiamo già affrontato con Virginia, è una donna molto forte e decisa, lei sa come muoversi».

Anche lei assessore ha una bella tempra nervosa. «Nei miei confronti si è scatenato l’inferno in queste settimane. Ma è normale una cosa del genere?».

Sembra che lei sia, sotto sotto, molto legata a Manlio Cerroni, il ras di Malagrotta e il Re Mida della monnezza. E’ così? «Lo avrò incontrato due volte in vita mia, penso che Fortini (ex amministratore dell’Ama – ndr) lo abbia visto molto più di me».

La spaventano le inchieste sul suo conto? «No, sono molto tranquilla. E spero che presto sia pubblico il verbale della mia audizione in commissione ecomafie».

Quella che ha mandato in tilt il M5S sulla sua inchiesta. Perché non l’ha detto subito? L’accusano di aver mentito. «Io ho fatto il mio dovere in maniera leale: appena saputo di essere indagata l’ho comunicato alla sindaca. Che poi ha preso le decisioni più opportune dal punto di vista politico. Io sono un tecnico».

Però nella catena di controllo, l’informazione ha avuto un deficit: la mitica email è stata letta «e non capita» da Luigi Di Maio che non l’ha condivisa con gli altri membri del direttorio. 
«Non so cosa rispondere».

Si farà interrogare dalla Procura? «Io sono a disposizione, lavoro tutti i giorni. Cosa devo fare: incatenarmi a piazzale Clodio? Quando i magistrati vorranno, e se lo riterranno opportuno, eccomi, sono a disposizione».

E intanto? «Lavoro. Non ci sono mica solo i rifiuti a Roma. Oggi (ieri ndr) mi sono occupata di sfalcio dell’erba nei prati e nei parchi di Roma e di derattizzazione. Abbiamo trovato bandi scaduti e senza coperture. Le emergenze sono tantissime. E poi lavoro anche ai nuovi vertici di Ama».

Scusi, l’insistenza: se la sua posizione dovesse complicarsi ancora di più si dimetterà? «E se e se… Sempre queste domande mi vengono poste».

Come risponde? «Ne parlerò con Virginia: lei è il sindaco e prenderà la decisione più giusta per il bene di tutti e di Roma».

In Comune le danno (politicamente) i giorni contati. Oggi (ieri ndr) ha dato forfait a una conferenza stampa e si è subito sparso il dubbio di una sua cacciata. E quindi bisogna farle queste telefonate, tipo quelle del dottore. «Capisco l’apprensione della stampa per sapere se la Muraro si dimette, sono passata come un mostro ma sto bene. In ottima salute. E in queste ore sto ricevendo tanta solidarietà dalle persone che mi conoscono, anche mail di cittadini».

Mangerà il panettone? Ovvero: sarà assessore fino a Natale?
«Male non fare, paura non avere. I miei nonni avevano questo motto».

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