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Nella sala operativa vigili del fuoco tra incendi e incidenti

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Nella sala operativa vigili del fuoco tra incendi e incidenti

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Gracchia la radio e dalla sala operativa impartiscono le indicazioni per l’ennesimo intervento: «1B da 54, località Schiava di Tufino incendio nei paraggi della ex cava Paenzano». Sono le 12 quando alla sala operativa del 115 dei vigili del fuoco di Napoli arrivano le prime segnalazioni per l’incendio. Da qui smistano una squadra completa, la macchina in sigla 1B, un’autobotte a supporto e un carro autoprotettore, quelle con le bombole di ossigeno per intenderci. La nube di fumo è nera infatti, ci saranno anche rifiuti. Ordinaria giornata di emergenza.

Qui alla centrale del 115 del Comando provinciale di Napoli è un bollettino di guerra: sei operatori per altrettante postazioni, centinaia di telefonate al giorno, raddoppiate in questo momento di assoluta emergenza: incendi, soccorso tecnico urgente, verifiche statiche, incidenti stradali e finanche accessi agli appartamenti quando sbadatamente i proprietari chiudono le porte lasciando le chiavi dentro. E terra dei fuochi.

«Ma ci sono anche gli interventi per la verifica degli alberi pericolanti,quelli per il salvataggio degli animali e la rimozione dei nidi di calabroni», dice il capo squadra della sala operativa. Ed eccola che arriva la telefonata di richiesta di intervento di una signora per la presenza di api in casa. Tecnicamente l’intervento si chiama«bonifica da insetti». Poi gli interventi dei nuclei speciali, gli speleo alpini e i sommozzatori.

1.500 unità, compreso gli amministrativi, impiegati su 4 turni. 18 distaccamenti periferici, più le isole, il porto e l’aeroporto. La notte del 24 da Napoli sono partite 2 sezioni operative alla volta di Amatrice, epicentro del sisma. Ieri invece è stata la volta del modulo campo base e della colonna dei mezzi speciali. In tutto oltre 50 uomini sottratti al lavoro di routine in sede.

Alle 14 gli interventi evasi sono già 40, mentre altrettanti restano da evadere. In sede a coordinare c’è il vice omandante provinciale l’architetto Rosa D’Eliseo.

«La vera piaga restano i campi Rom e la Terra dei Fuochi –  dice ancora il capo squadra della sala operativa – purtroppo ci chiamano per l’incendio di sterpaglia e invece sono vere e proprie discariche. Così come i rifiuti dei campi Rom, accantonano e poi incendiano magari per recuperare rame».

Non c’è tregua. Le linee sono infuocate. Il monitor rilancia impietosamente i punti dove sono impegnate le squadre. La 7B da Castellammare viene inviata a Terzigno, nei paraggi di cava Sari. Da Pozzuoli parte la 15B per un incendio di un capannone a Quarto e così via interventi a Napoli Posillipo, Roccarainola, Casalnuovo, Casoria, San Giorgio a Cremano. E poi ancora Acerra, Torre Annunziata, Cimitile Torre del Greco e Massalubrense. In servizio circa 260 uomini in raddoppio turno però. Di norma sono 160 sempre su quattro turni. Napoli resta comunque presidio di frontiera cento interventi al giorno. Quarantamila in un anno. E in sala operativa non c’è soluzione di continuità. 24 ore su 24.

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