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Pa: contratto, la “sfida” delle forze dell’ordine al governo

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Pa: contratto, la “sfida” delle forze dell’ordine al governo

(AGENPARL) – Roma, 30 ago 2016 – Lo straordinario sforzo di vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti e militari impegnati nei soccorsi post terremoto, mette il Governo nella condizione, anche di fronte all’opinione pubblica, di non deludere le donne e gli uomini in divisa che aspettano il rinnovo del contratto di lavoro da 7 anni.

Per questo, sono già in corso contatti informali tra Palazzo Chigi e Viminale per mettere a punto le ultime strategie in vista del primo incontro coi sindacati di categoria previsto per settembre. Sul tavolo, al momento, sono a disposizione i 300 milioni di euro che quest’anno hanno garantito il bonus da 80 euro e che dovrebbero essere riconfermati anche con la prossima legge di stabilità. A questa cifra occorre aggiungere 119 milioni di euro, già stanziati per il 2016, necessari per il riordino interno dei ruoli e delle qualifiche, prevista dalla riforma della pubblica amministrazione come legge delega. Cifra destinata a raddoppiarsi nel 2017 (perché la somma si accantona ogni anno) per un totale di 238 milioni di euro. In tutto, quindi, le risorse oggi a disposizione per il comparto sicurezza ammontano a poco più di 500 milioni di euro e dovrebbero per altro essere sufficienti a rinnovare il contratto e a fare il riordino.

I sindacati, soprattutto quelli della Polizia di Stato, sono sicuri che queste risorse non siano sufficienti. Tutti sembrano convinti, però, che l’esperienza del bonus sia da chiudere per arrivare ad un contratto vero. E’ chiaro però che gli 80 euro, essendo frutto di uno sconto Irpef, se trasformati in aumento produrrebbero al netto poco più di 40 euro mensili procapite. Cifra giudicata insufficiente dopo 72 mesi di vacanza contrattuale, per altro non corrisposta perché tagliata dai governi di centrodestra.

Che fare dunque?

Rinunciare al riordino,  considerando che molte organizzazioni sindacali non sono convinte delle proposte finora fatte, e girare quei 238 milioni sul contratto? Oppure, tenere in piedi riordino e contratto, spingendo col governo per avere almeno 200 milioni in più che permetterebbero un incremento netto di circa 70 euro, di poco inferiore agli 80 del bonus?

Tutto dipende dall’Europa e da quanta capacità di fare nuovo debito pubblico i severi burocrati di Bruxelles ci consentiranno, alla luce delle varie emergenze terrorismo e immigrazione. Senza contare i costi della ricostruzione terremoto. I sindacati sanno che in questo momento l’esecutivo Renzi non può permettersi un danno di immagine nei confronti del sistema sicurezza e soccorso pubblico.

Lo sanno bene soprattutto Cgil, Cisl e Uil che hanno in mano il pallino della situazione. Un conto, infatti, è la protesta contro il governo – come avviene da due anni a questa parte – di piccoli sindacati di area autonoma in quota Lega o centrodestra, se non addirittura 5 stelle. Altra cosa è vedere in campo soprattutto la triplice. Staremo a vedere. La partita è appena all’inizio.

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