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Piromani in aumento, per le indagini della Procura i vigili del fuoco diventano come i Ris

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Piromani in aumento, per le indagini della Procura i vigili del fuoco diventano come i Ris

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Campobasso. Il resoconto arriva dopo “una stagione molto impegnativa”. Con una ciliegina sulla torta: il potenziamento dell’ufficio di polizia giudiziaria del Nucleo investigativo territoriale per supportare le indagini delle Procure. E’ tempo di bilanci per il comando provinciale dei vigili del fuoco di Campobasso dopo un’estate nera sul fronte degli incendi. A tirare le somme il comandante Cristina d’Angelo che oggi, 24 ottobre, ha incontrato la stampa. Il prossimo 5 dicembre sarà il suo primo anno al vertice di via Sant’Antonio dei Lazzari.

Questa è stata senza dubbio una stagione particolare: con la Protezione civile smantellata e la soppressione del Corpo Forestale, per i vigili del fuoco l’impegno è stato più rilevante. Eppure per la prima volta è stato garantito pure un presidio sulla costa dall’8 luglio fino al 23 settembre grazie alla convenzione firmata in Prefettura. Pattugliamenti, diciassette interventi, il soccorso a mare e il recupero di sostanze inquinanti: insomma un servizio che ha «consentito di dare un senso di sicurezza alla popolazione». I vigili del fuoco, con i sommozzatori da Teramo, sono intervenuti anche nella recente tragedia in mare, nella quale due persone sono morte dopo il rovesciamento di una barca al largo di Termoli.

Fondamentale il servizio svolto per la lotta agli incendi sulla base della convenzione stipulata con la Regione Molise. «Questo è stato anche un anno di prova per capire a livello nazionale se il sistema teneva» dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo dell’agosto 2016. «Solo una piccola parte dei Forestali è confluita nei vigili del fuoco, quasi tutti gli uomini sono transitati nei Carabinieri», ricorda la D’Angelo.

Nello spegnimento degli incendi è stato impiegato «personale al di fuori dell’orario ordinario e prevalentemente libero dal servizio, senza depauperare le squadre del soccorso tecnico urgente». Una decisione necessaria per rispondere alle chiamate della popolazione. «Quest’anno – spiega ancora la comandante – l’antincendio boschivo è stato effettuato sia con personale in convenzione ai vigili del fuoco, ma una bella parte con il personale operativo del Comando, ossia personale in servizio perché non erano sufficienti le squadre in convenzione per fermare i fuochi che hanno devastato la nostra regione. Fortunatamente meno rispetto ad altre regioni, ma sicuramente in provincia gli incendi sono stati superiori rispetto agli anni precedenti». A complicare la situazione proprio la convenzione con la Regione che «non era sufficiente a coprire tutte le emergenze che abbiamo dovuto fronteggiare».

I vigili del fuoco sono stati costretti agli straordinari quindi, nonostante l’ausilio dei volontari. E poi hanno avuto il loro peso la carenza di organico e dei mezzi aerei, a fronte di un trattamento economico che, ha riconosciuto la comandante, «è inferiore rispetto agli corpi».

Dal punto di vista numerico, tra il 1 gennaio e il 30 settembre i pompieri hanno effettuato 1300 interventi, per spegnere gli incendi e procedere alla relativa bonifica sono state necessarie 1500 ore di intervento. Inoltre, sono trascorsi mediamente 23 minuti tra la richiesta di intervento e l’arrivo sul posto che «non è tanto se si considerano le distanze e le vie di comunicazioni della provincia che non sono molto agevoli, considerando anche il fatto che interveniamo con mezzi pesanti».

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