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POINTER Sviluppata una nuova tecnologia presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA per la sicurezza dei vigili del fuoco,

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POINTER Sviluppata una nuova tecnologia presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA per la sicurezza dei vigili del fuoco,

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In ambienti esterni, per tracciare i loro spostamenti e comunicare, i vigili del fuoco possono utilizzare il GPS e le frequenze radio. Ma quando si muovono tra l’acciaio e il cemento degli edifici, queste tecnologie diventano inaffidabili.

Un gruppo di ricerca presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA in Pasadena (California), ha sviluppato un sistema di tracciamento che potrebbe dare una svolta per la sicurezza dei pompieri. La squadra ha avviato le prime dimostrazioni delle capacità dello strumento, denominato POINTER (Precision Outdoor and Indoor Navigation and Tracking for Emergency Responders), che potrebbe supportare anche squadre di ricerca e di salvataggio in contesti industriali o militari.

Nel mese di agosto, POINTER è stato testato con successo presso il Dipartimento di Homeland Security (DHS) Science and Technology Directorate, che ha finanziato il suo sviluppo.

“Ad oggi, per le unità di crisi di tutto il Paese è di fondamentale importanza la possibilità di tracciare e monitorare la posizione degli operatori di primo intervento in situazioni difficili”, ha detto Greg Price, direttore presso il DHS First Responder Technologies Division. “Se il progetto POINTER continua lungo il suo attuale percorso di successo, potremmo garantire maggiore sicurezza per il futuro”.

Nel mese di settembre, i rappresentanti dei vigili del fuoco di tutti gli Stati Uniti hanno visitato il JPL per assistere ad una dimostrazione delle funzionalità dello strumento. Durante lo sviluppo di questa tecnologia innovativa, gran parte della ricerca si è focalizzata sulle onde radio, che hanno il vantaggio di propagare il segnale su lunghe distanze, ma in ambienti chiusi tale segnale potrebbe non essere attentibile perché le onde radio rimbalzano sulle pareti e non penetrano molto in profondità sottoterra.

Darmindra Arumugam, una ricercatrice del JPL, ha iniziato ad analizzare i campi elettromagnetici, ampiamente trascurati dai ricercatori per i loro intervalli brevi, ovvero per la loro estensione di pochi metri. I campi elettromagnetici, però, non si comportano come onde radio e riescono a viaggiare attraverso le pareti, offrendo una maggiore capacità di trasmissione del segnale in ambienti chiusi ed il loro utilizzo può essere impiegato per rilevare la localizzazione. Ciò consentirebbe, ad esempio, a un comandante di squadra di monitorare gli spostamenti dei vigili del fuoco tramite un ricevitore posto all’esterno dell’edificio in cui si sta intervenendo.

Nel corso dei prossimi anni, JPL lavorerà per ridurre le dimensioni di POINTER il più possibile, fino a rendere questo strumento abbastanza piccolo da stare in una tasca o in una fibbia della cintura. “POINTER potrebbe essere utilizzato anche nella robotica spaziale, per il monitoraggio dei robot nei tunnel sotterranei, in grotte o sotto il ghiaccio”,  ha detto Arumugam. “Ad oggi non esistono sensori in grado di tenere le loro tracce. Per noi, questa è una grande opportunità per sviluppare una tecnologia per la NASA utilizzabile anche in altri contesti“.

Ed Chow, direttore del Program Office Civile del JPL e program manager di POINTER, sostiene che uno strumento delle dimensioni di un cellulare avrebbe una maggiore efficacia per i vigili del fuoco se associato ad un’altra tecnologia di primo intervento chiamata AUDREY, un sistema di intelligenza artificiale che permette la distribuzione dei dati in tempo reale, resa possibile però solo attraverso la localizzazione di ogni membro.

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