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Pompieri da sempre e per sempre: una dinastia di Vigili del Fuoco. Roba da…. Chiodi – di Lia Albonico

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Pompieri da sempre e per sempre: una dinastia di Vigili del Fuoco. Roba da…. Chiodi – di Lia Albonico

L’amore per l’importante missione viene da lontano. Si può parlare degli inizi del ‘900. Quando non c’era ancora un corpo dei Vigili del Fuoco, il bisnonno aveva un carretto trainato da cavalli; sopra era montata una pompa da manovrare a mano e assicurava sempre la sua presenza in caso di piccolo o grande incendio.

Si può proprio dire che la fiamma nei cuori dei suoi discendenti abbia continuato ad ardere.

Il capostipite della nuova generazione, Pietro, ha prestato servizio nel distaccamento di Gazzaniga ricoprendo il grado di vice comandante sino al momento del suo pensionamento ed i suoi quattro figli continuano la tradizione di famiglia.

Anche nella famiglia della mamma ci sono due pompieri volontari e uno zio, che ha perso la vita nel 1928 durante lo spegnimento di un incendio a Vertova.

I quatto figli di Pietro hanno continuato ad indossare con grande orgoglio la divisa: Manuel, Raffaello, Cinzia, che è stata la prima donna-pompiere della Bergamasca e Michele il più giovane, capo sede del distaccamento di Gazzaniga che ora corona il sogno di diventare permanente e sta frequentando il corso alla SCA di Capannelle.

Michele è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile, per un episodio accaduto durante il servizio, nel 2006, in cui riportò varie fratture, e un suo collega, Enio Salvi, di 44 anni, vigile del fuoco permanente a Zogno perse la vita.

Michele racconta: “Tutto è successo una notte di marzo del 2006 in località Sedrina, siamo intervenuti dal distaccamento di Zogno e dalla centrale, con autoscala per incendio tetto di una villetta nuovissima. Durante lo spegnimento io stavo facendo “sicura” a un collega nel sotto tetto, e lui è andato sopra. Ma Dopo pochi attimi non ho più avuto contatto quindi sono salito anch’io per cercarlo ma non l’ho trovaot e sono scivolato con una caduta disastrosa da circa 8 metri. Mi sono fratturato il bacino e il polso; Enio giaceva per terra non molto distante da me, ma solo il mattino ho saputo che era deceduto in ospedale. Ad entrambi hanno conferito la medaglia d’oro al valor civile, ma il suo ricordo resterà per sempre impresso nella mia memoria”.

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