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Potabilità dell’acqua nel condominio. Studio Falco Verna

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Potabilità dell’acqua nel condominio.  Studio Falco Verna

Le responsabilità del Condomìnio, e in particolare dell’Amministratore sono infinite.

Fra le tante, c’è quella del controllo della potabilità dell’acqua.

Il problema è particolarmente sentito nella stagione calda, quando si può manifestare il morbo conosciuto come “Legionella”. Il fornitore primario dell’acqua (in pratica: ACEA) è responsabile della qualità dell’acqua fino alla diramazione verso il condomìnio: poi è il condomìnio stesso ad essere responsabile. Le possibili fonti di inquinamento dell’acqua possono essere chimiche (minerali, come l’arsenico) o biologiche (batteri).

L’inquinamento da minerali dovrebbe provenire quasi solo dalla sorgente e quindi dalla rete di distribuzione primaria, ma anche i tubi in piombo che distribuiscono l’acqua nel condomìnio, possono contribuire all’inquinamento da minerali.

L’acqua fornita dal distributore primario dovrebbe essere sanitarizzata in modo da presentare una carica batterica inferiore ai livelli di pericolosità. In alcuni condomìni esistono, però, dei sistemi di autoclave e pompe per rinforzare la pressione dell’acqua e portarla fino all’ultimo piano. Questi sistemi possono essere sorgente di inquinamento batterico o biologico, che può appunto originare la “Legionella” o qualche altra malattia. E’ necessario pertanto che il condomìnio autorizzi l’Amministratore a spendere i soldi necessari a fare le necessarie analisi di potabilità almeno una volta all’anno.

SANZIONI E PENE PER L’AMMINISTRATORE

Nei confronti dell’amministratore di condominio sono irrogabili in astratto le seguenti
sanzioni amministrative pecuniarie corrispondenti al pagamento: della somma da euro 10.329 a euro 61.974 (art. 19, comma primo) qualora fornisca acqua destinata al consumo umano che contenga microrganismi o parassiti o altre sostanze in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

Nel caso che dai mancati controlli derivi un danno per la salute dei condòmini, si possono aggiungere le responsabilità penali derivanti dal secondo comma dell’art.40 del Codice Penale: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo 

 

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