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“Pronto, vigili del fuoco…” Viaggio nella centrale operativa da 30mila interventi l’anno

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“Pronto, vigili del fuoco…” Viaggio nella centrale operativa da 30mila interventi l’anno

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Nel Comando provinciale di via Messina da dove si controllano tutti gli interventi anche grazie alla tecnologia

Milano, 6 novembre 2016 – «Questo è il nostro punto di contatto con il mondo», spiega con semplicità l’ispettore anti-incendi Luciano Roncalli. E non ci potrebbe essere definizione migliore per descrivere la sala operativa dei vigili del fuoco di via Messina, il cuore pulsante del Comando provinciale guidato dall’ingegner Silvano Barberi. Una media superiore agli 80 interventi al giorno. Quasi 30mila all’anno. Quando arriviamo noi, alle 11.30 di lunedì mattina, ce ne sono tre in corso. Sei operatori schierati davanti ai monitor, un caposquadra e un caposervizio a coordinare la squadra. Copertura 24 ore su 24 con quattro turni di 12 ore l’uno. Sono loro a rispondere alle chiamate dirottate dal Numero unico per le emergenze e a fare da ponte tra le squadre sul campo e l’utenza esterna: «All’inizio eravamo un po’ scettici sul Nue, ma in realtà funziona molto bene».

Anche perché, e non è un dettaglio, ha eliminato i disturbatori seriali e gli sbadati che digitavano il 115 invece del 155 per le ricariche telefoniche; così come sono state azzerate le chiamate quotidiane di un’anziana sull’ottantina che voleva informazioni su giorno e ora esatta e di una pittrice che contattava i pompieri quando voleva un po’ di compagnia. «Così risparmiamo tempo e possiamo concentrarci con maggiore efficacia sui problemi reali», il risultato. Tutto viene condiviso in rete con le altre centrali (polizia, carabinieri e vigili urbani), in un sistema all’avanguardia che beneficia ancora dell’onda lunga di Expo 2015. Da qui vengono diramati gli allarmi agli equipaggi in attesa nel piazzale e ai 12 distaccamenti della provincia, compresi i 4 a Milano (via Benedetto Marcello, piazzale Cuoco, via Darwin e via Sardegna) e quello all’aeroporto di Linate. E la tecnologia gioca un ruolo fondamentale: la presenza capillare di telecamere in giro per la città, se si è fortunati, può addirittura consentire di seguire l’evento live; lo stesso vale per gli occhi elettronici installati in metrò, che rimandano le immagini in tempo reale.

Basta un clic per richiamare su uno schermo ciò che serve: la mappa degli idranti strada per strada (quelli ordinari da 70 millimetri e quelli extra da 125) e il «Terrapack» con la cartina aggiornata degli interventi in corso. In alcune cose, però, il lavoro non è cambiato: «Come dicono gli americani, noi restiamo Fire fighters e combattiamo il fuoco con l’acqua, stando attenti però a non utilizzarne troppa – chiosa Roncalli –. A volte c’è il rischio di creare danni collaterali ancora più rilevanti, bisogna essere chirurgici nelle operazioni». nicola.palma@ilgiorno.net

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