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Quando i presidi scrivono ai genitori per mettere a dieta i bambini

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Quando i presidi scrivono ai genitori per mettere a dieta i bambini

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Da sempre al centro di un infuocato dibattito relativo alla sua natura e ai suoi confini naturali, il ruolo di insegnanti e presidi viene percepito da una parte dell’opinione pubblica alla stregua di un funzione totalizzante, a livello educativo, mentre altri genitori preferirebbero, in cuor loro, che maestre e maestri si arrestassero sulla soglia delle loro competenze disciplinari, senza cercare di sconfinare nella pericolosa terra di mezzo dove educazione, salute dei piccoli e regole di comportamento rappresentano una materia di competenza strettamente familiare.

In tale annoso (e spesso ozioso) dibattito si è recentemente inserito il caso che ha visto un gruppo di presidi inglesi scrivere una lunga missiva a i genitori degli alunni, con l’intento di esortarli a seguire un regime alimentare più sano e a mettere nel proverbiale cestino da consumare all’intervallo solo cibi che favoriscano lo smaltimento dei grassi in eccesso, frutta e verdura in primis, al posto di quegli snack e di quelle merendine che spesso rappresentano il pranzo dei bambini britannici e un sicuro movente per la genesi dell’obesità infantile.

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Andati su tutte le furie subito dopo aver letto la lettera, i genitori destinatari della missiva hanno ribadito a gran voce come l’alimentazione dei loro figli non rientri nelle competenze educative previste dal programma scolastico ed hanno, per la maggior parte, percepito l’intervento su larga scala partorito da presidi, insegnanti e nutrizionisti come un’indebita ingerenza in un terreno che esula dalle loro competenze specifiche.

Premesso che in Gran Bretagna la piaga dell’obesità infantile risulta molto più marcata che nel resto d’Europa e che la cultura delle mense scolastiche è meno diffusa di quanto non lo sia nelle altre nazioni del Vecchio Continente, una recente indagine condotta in Inghilterra a ha rivelatol’effettiva sovrabbondanza di junk food all’interno dei “menu” preparati dai genitori per i loro figli e spinto così le autorità scolastiche a cercare di raddrizzare una situazione che pare ormai fuori controllo da un punto di vista sanitario.

Oltre a riaprire l’eterno dibattito sull’obesità infantile e sulla necessità di salvaguardare i bambini di fronte a pericoli per la loro salute, l’episodio ha riportato al cento dell’attenzione mondiale la possibilità che la scuola possa o meno sostituirsi ai genitori in un ambito strettamente educativo e travalicare quei confini che non sono mai stati chiariti e accettati dal tutto anche a secoli di distanza dalla genesi dell’istituzione in questione.

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