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Recupero crediti: le nuove norme introdotte col decreto Banche. Di Lia Albonico

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Recupero crediti: le nuove norme introdotte col decreto Banche. Di Lia Albonico

Con l’istituzione del registro digitale dei debitori, si devono annotare tutte le procedure esecutive (pignoramenti immobiliari) e concorsuali (fallimenti, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa, di omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti e di amministrazione straordinaria) al fine d’evitare potenziali soggetti  a rischio morosità.

Tale registro è composto di due parti: una gratuita accessibile da chiunque e un’altra a pagamento e ad accesso limitato.

Il nuovo processo di recupero dei crediti prevede che le esecuzioni immobiliari avvengano con procedura giudiziale tra i sei e gli otto mesi.

Il tempo concesso al debitore per proporre opposizione agli atti dell’esecuzione forzata notificato dalla banca, è al momento fissato dal C.P.C. in 20 giorni, ma questo termine riguarda solo le opposizioni con oggetto le irregolarità formali; per quelle sostanziali la legge non prevede scadenze.

Per accelerare le procedure fallimentari, è stata introdotta la possibilità di svolgere le udienze e le adunanze dei creditori anche telematicamente. Inoltre il curatore potrà essere revocato se non rispetta i termini fissati per la procedura.

I decreti ingiuntivi notificati dalle banche sono provvisoriamente esecutivi per le somme non contestate, e autorizzano la banca a procedere direttamente all’esecuzione forzata dopo aver semplicemente notificato il provvedimento d’ingiunzione, anche se il debitore si è rivolto al tribunale per contestare il credito.

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