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Referendum costituzionale: numeri e … Gentiloni. Di Dino Neandri

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Referendum costituzionale: numeri e … Gentiloni. Di Dino Neandri

Esito: NO 59,1%, SI 40,9%. Elettori 50.773.284 su una popolazione di 65.138.790, con una affluenza  alle urne che ha sfiorato il 69%. I NO al quesito del contendere sono stati 19.419.507, 13.432.208 i SI, che chiedevano l’approvazione del testo della legge costituzionale già’ approvata dal Parlamento. Quasi tutti i Municipi della capitale si sono orientati verso il NO, con l’eccezione del Centro Storico e dei Parioli dove ha prevalso, probabilmente, la paura del “salto nel buio”, che poteva assumere i connotati spauracchio di Salvini e Grillo.

Ma la nettezza dei risultati sullo scacchiere nazionale e’ stata inconfutabile, con punte del NO che hanno addirittura oltrepassato la soglia del 70% in Sicilia e Sardegna e sfiorato questo risultato in Campania, Puglia e Calabria. Frase di Renzi post debacle: “Volevo tagliare le poltrone, ma a saltare e’ la mia. Mi dimetto”. Volevo, mia e mi.

Come si potrà’ notare tutto molto personalizzato. Qui il macroscopico errore, secondo noi, dell’ex Premier. Questo il contesto e le conseguenze di un referendum portato avanti e comunque condito da un eccessivo presenzialismo rivelatosi poi, a urne chiuse, un’arma a doppio taglio. Altri erano i quesiti e le situazioni che gli italiani volevano e vogliono mettere sul tavolo. E’ stato questo, quindi, un voto di dissenso e di palesato malessere, che ha seguito l’onda ormai non piu’ anomala della Brexit e delle elezioni shock USA.

Un malessere confermato dai primi dati emersi, con i NO rappresentati in larga misura dal precariato giovanile e comunque da: disoccupati (73%), commercianti, operai, liberi professionisti ed impiegati. In buona sostanza oltre il 70% degli appartenenti ai ceti medio-bassi si e’ schierato verso il NO, percentuale che si è abbassata fino ad un 53%, comunque indicativo, per gli appartenenti ai ceti medio-alti.

Adesso però emergono i timori legati alla legge di stabilita’. Ha tuonato, ad esempio l’Eurogruppo, che ha chiesto all’Italia sostanziali misure aggiuntive nella legge di bilancio 2017. Si temono poi contraccolpi per quanto riguarda Piazza Affari, Spread e soprattutto il sistema bancario visto in prospettiva, con lo spauracchio delle elezioni anticipate e di possibili declassamenti da parte delle agenzie di rating.

Ha scritto il Financial Time: “La Brexit e le dimissioni di Matteo Renzi fanno parte della stessa storia. Il progetto europeo e’ sotto una pressione senza precedenti”. Forse qualcuno ha sottovalutato qualcosa…Comunque, dopo il giubilo post referendum degli “schierati” per il NO e appurata l’ormai cronica confusione all’interno delle varie correnti della sinistra, l’11 Dicembre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incaricato il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni come nuovo Presidente del Consiglio, suscitando malcelati malumori nell’opposizione che intravede la “longa manus” dell’ex Premier in questa nuova nomina. Fantasmi? Ipotesi con qualche fondamento? Anche questa è politica e…si vedrà

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