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Roma, la sindaca: “Soluzione sul salario accessorio”. Ma i sindacati pronti allo sciopero generale

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Roma, la sindaca: “Soluzione sul salario accessorio”. Ma i sindacati pronti allo sciopero generale

repubblica.it

Vertice Comune-Governo. Primo faccia a faccia tra la sindaca di Roma e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Virginia Raggi è arrivata alle 11 a Palazzo Chigi accompagnata dall’assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, dal ragioniere generale Stefano Fermante, dal delegato alle Politiche del personale Antonio De Santis e dal capo del dipartimento Personale Raffaele Marra. Alla riunione per il Governo hanno partecipato anche il segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti, il vice segretario generale Luigi Fiorentino ed alti dirigenti della presidenza del Consiglio e della ragioneria generale dello Stato.

“L’incontro è stato positivo – ha commentato Raggi – non sono state rilevate criticità sulla soluzione proposta dal Comune di Roma”. Il sindaco ha parlato di “clima di collaborazione”  e di “ricerca di una soluzione equilibrata”. Sul tavolo, infatti, c’era il “nodo” relativo al salario accessorio pagato in passato dal Comune di Roma ai propri dipendenti: circa 340 milioni erogati ai comunali dal 2008 al 2013 che sono stati però contestati dagli ispettori del Mef e che dovrebbero essere restituiti allo Stato. Si è discusso anche delle modalità di erogazione attuale. “Il pagamento del salario accessorio avverrà utilizzando – ha spiegato Raggi – un meccanismo che ci viene concesso visto che sono state fatte economie di gestione”. Ancora non è sicuro se il salario accessorio sarà garantito ai dipendenti perché la prima cittadina ha spiegato che bisogna “fare ancora un ulteriore passaggio ma fino adesso abbiamo avuto una buona interlocuzione e stiamo procedendo”.

Nelle intenzioni del Campidoglio il metodo di erogazione sarà quello di utilizzare “le economie di gestione già realizzate” per recuperare le somme indebitamente erogate negli anni passati ai lavoratori capitolini con la contrattazione decentrata (circa 340 milioni) e per continuare a pagare il salario accessorio agli stessi dipendenti. Ma prima che arrivi l’ok sono necessari ulteriori approfondimenti tecnici delle autorità competenti. La vicenda prende avvio all’epoca dell’amministrazione Marino, quando il Mef contestò l’indebita erogazione del salario accessorio negli anni precedenti. Somme che dovrebbero essere recuperate sottraendole al relativo fondo per una cifra corrispondente, ma che, secondo il Campidoglio, possono essere appunto “coperte” proprio con le economie di gestione realizzate con il piano di rientro al quale è sottoposta Roma capitale. A Palazzo Senatorio, infatti, si ritiene che la legge consentirebbe di continuare a erogare il salario accessorio qualora l’ente riesca a realizzare delle economie di gestione strutturali, come quelle appunto generate dal piano di rientro. Per definire i nuovi parametri attraverso i quali erogare d’ora in poi la parte accessoria dei salari dei dipendenti capitolini, servirà comunque una contrattazione con i sindacati. E un primo incontro è previsto per il 21 ottobre.

La nota di Palazzo Chigi. “La prima cittadina e i suoi più stretti collaboratori – si legge nel comunicato – hanno per prima cosa esposto la problematica del salario accessorio dei dipendenti comunali e le misure che l’amministrazione intende adottare con riferimento al recupero delle somme pregresse e alla gestione attuale del tema. Il sottosegretario ha ricordato che la questione rientra strettamente nell’autonomia decisionale e nella responsabilità dell’amministrazione comunale. La delegazione capitolina ha quindi illustrato le problematiche connesse alla gestione corrente del bilancio e al piano triennale per la riduzione del disavanzo del comune di roma previsto dalla legge. L’esecutivo ha invitato il Comune ad una verifica nella sede deputata ad affrontare tale problema che è il tavolo interistituzionale previsto dalla medesima legge e che già opera per monitorare l’attuazione del piano di rientro. Il tavolo si riunirà a breve per il monitoraggio sul primo semestre 2016”.

La protesta dei sindacati. I sindacati sono sul piede di guerra perché ancora in attesa di ricevere i premi per la produttività del secondo semestre 2015 che erano stati congelati dal commissario Tronca in attesa di risolvere la vicenda dei rimborsi. E annunciano che “da domani si inizieranno a raccogliere le adesioni dei dipendenti capitolini al ricorso per il recupero del salario accessorio non erogato, con un’azione legale promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Roma e Lazio. Le quote di produttività riferite al 2015, sospese dal prefetto Tronca e che la sindaca Raggi ad oggi non ha ancora sbloccato, erano previste dal già magro atto unilaterale dell’ex sindaco Marino”. “Per evitare il maxi contenzioso –  spiegano i segretari generali Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – ci aspettiamo un intervento immediato che porti allo sblocco delle somme inspiegabilmente non versate dall’ amministrazione capitolina. Senza atti concreti insieme all’azione legale partirà la mobilitazione, senza escludere lo sciopero generale”.

Le reazioni. “Sembra che la Raggi se la canti e se la suoni da sola – dice il consigliere comunale Fabrizio Ghera capogruppo di Fdi-An – Da una parte i 5 stelle fanno sapere che “è stato un incontro molto positivo e che non sono state rilevate criticità sulla soluzione proposta dal Comune”, dall’altra il governo liquida il sindaco rispondendo che si tratta di una “questione di stretta autonomia Campidoglio”. Nel frattempo il problema rimane sulle spalle dei dipendenti capitolini, ancora senza salario accessorio mentre le sigle sindacali annunciano nuove mobilitazioni”.

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