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Roma, niente sostegno ai disabili: via tutti i bimbi per solidarietà

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Roma, niente sostegno ai disabili: via tutti i bimbi per solidarietà

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“Se esce uno, usciamo tutti”. “If C. leaves, we all leave”. “Si C. sorts, on sorts tous”. Gli striscioni sono pronti, le magliette pure, i volantini sono stati stampati in tre lingue per i migranti del quartiere. Oggi alle 14.20 in punto, al suono della campanella, gli alunni disabili della Montessori di viale Adriatico, tra cui C., e di altre sei scuole del III municipio non saranno soli. A fargli compagnia, per una protesta solidale, ci saranno anche i loro compagni e tutti i genitori e i docenti che hanno deciso di aderire alla manifestazione in sostegno di chi in classe, oltre quell’ora, non può restare perché i fondi comunali sono pochi per pagare gli Aec, assistenti educativi e culturali.

Fino a lunedì scorso, nell’istituto comprensivo di viale Adriatico, ce n’erano solo 4, per 14 bambini. E potevano garantire una media di 5 ore a settimana. Ora, a tre settimane dall’inizio delle lezioni, sono diventate 8. Da novembre, grazie ai nuovi fondi sbloccati con una variazione di bilancio dalla giunta Raggi il 3 ottobre scorso (3 milioni e 100 per tutta Roma, 433.370mila per il III municipio) saranno 11. Comunque meno delle 13 a settimana previste lo scorso anno.

Una scuola “part-time”, dunque, che invece di includere, esclude. “Ma la scuola è una comunità — dice Luca Blasi, un papà — Se una famiglia ha un problema, lo abbiamo un po’ tutti”. Nessuno ce l’ha con la dirigenza, in un istituto abituato anzi ad accogliere bambini con esigenze particolari, o con gli insegnanti, che hanno cercato di dividere le ore a disposizione tra tutti gli alunni. Una toppa che non basta più e che non riguarda soltanto il III municipio. «Anche a Parioli e San Lorenzo (quartieri esclusi dal “tesoretto” del Campidoglio, ndr) abbiamo dovuto contrarre l’assistenza prima del 40 per cento, ora del 25: avremmo bisogno di 80mila euro che possiamo recuperare solo con una nuova variazione di bilancio del Campidoglio», spiega l’assessore al Sociale del II municipio, Cecilia D’Elia.

“Una situazione discriminatoria — si sfoga Antonella, una mamma — nei confronti di ragazzini già fragili”. Per questo è scattata la solidarietà, ampia, inattesa, generosa. Dalle materne fino alle medie. Perché oltre ai bimbi che hanno bisogno dell’assistenza ce ne sono altri 31 che necessitano del sostegno. Stavolta il Comune non c’entra nulla. Il Concorsone 2016 del ministero dell’Istruzione avrebbe dovuto immettere nel Lazio 796 docenti. Ma i ritardi nell’assegnazione delle cattedre, la richiesta dei docenti di altre regioni di un’assegnazione provvisoria vicino casa e la mancata considerazione che, ad esempio, nelle scuole montessoriane serve anche un titolo specifico, hanno prodotto cattedre vuote e alunni soli. A questo si sono aggiunte le tante bocciature: alla primaria, ad esempio, più di 140 posti sono vacanti; nelle scuole di II grado all’orale sono stati promossi in 69 ma le cattedre erano 149. Il Miur ha annunciato ieri altre 5mila immissioni in tutta Italia sul sostegno. Una buona notizia ma per ora famiglie e studenti aspettano.

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