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Roma, sgomberato il centro sociale Corto circuito a Cinecittà: “gravi abusi”

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Roma, sgomberato il centro sociale Corto circuito a Cinecittà: “gravi abusi”

repubblica.it

Sigilli a 26 anni di occupazione. Il centro sociale Corto Circuito, in via Filippo Serafini 57, punto di riferimento al Tuscolano per generazioni di attivisti dal 21 aprile del 1990, è sotto sgombero dall’alba. Alle 7 di questa mattina, 200 agenti, tra polizia, carabinieri, 50 vigili urbani e 3 squadre di vigili del fuoco hanno blindato il quartiere, chiudendo anche ai pedoni, residenti esclusi, numerose vie per impedire l’accesso allo storico centro sociale, il più vecchio di Roma dopo il Forte Prenestino.

Secondo quanto riferisce la Questura, all’interno dell’area, un terreno di proprietà comunale su cui sorgeva una scuola e uno spazio all’esterno, sono stati realizzati “gravi abusi”. “Operazioni di polizia giudiziaria – si legge nel comunicato – in attuazione di tre distinti decreti di sequestro preventivo emanati dalla magistratura romana a fronte di gravi abusi compiuti all’interno dell’area in zona Don Bosco. I provvedimenti sono stati emessi anche a seguito dei “numerosi esposti della cittadinanza”. Gli agenti, oltre alla violazione delle norme amministrative in merito all’area ristorante, hanno contestato anche la realizzazione di un abuso edilizio sequestrando un fabbricato di oltre 300 metri quadri quasi ultimato.

cosa si tratta? Un intero padiglione del centro sociale era andato distrutto nell’incendio del 26 giugno 2012 (nel primo incendio appiccato nel 1991 perse la vita il giovane militante Auro Bruni). Gli occupanti quindi avevano deciso di realizzare un nuovo padiglione con la tecnica della permacultura, antisismica ed ecosostenibile, in legno, paglia, terra cruda e 17.000 bottiglie riciclate. Una struttura in costruzione che però non ha ottenuto il via libera delle autorità competenti. Per questo gli attivisti più volte, anche con una raccolta firme promossa un anno fa, avevano chiesto, invano, che l’assessorato al Patrimonio del Comune di Roma riconoscesse il valore sociale dell’occupazione e quindi consentisse la realizzazione della nuova struttura. Proprio oggi avrebbe preso il via un corso di formazione sugli intonaci.

L’ultimo incontro con il Campidoglio e con l’assessore M5S al Sociale, Laura Baldassarre, si era tenuto mercoledì scorso, proprio per discutere il futuro del centro sociale. Intanto in piazza Cavalieri del Lavoro è stato convocato un presidio che sfcerà alle 17 in un’assemblea pubblica. “Questa sarà la piazza della resistenza. E da qui partirà la nostra risposta. Pianteremo una tenda, per difendere l’unico presidio sociale rimasto in questo quartiere, la nostra palestra popolare e la nostra scuola popolare. Se qualcuno pensa – dicono ancora gli attivisti al megafono, tra cui l’ex consigliere comunale Nunzio D’Erme – di poter porre fine a 26 anni di esperienza sociale ha fatto male i suoi conti”.

Un caso che finirà anche in Parlamento con un’interrogazione presentata oggi stesso da Sinistra italiana al ministro dell’Interno Angelino Alfano: “E’ una brutta giornata, una scelta sbagliata e miope, intervenga la Raggi”.
Disagi, intanto, per il traffico cittadino tra Cinecittà e la Casilina per via dei blocchi nella zona di Don Bosco.

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