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Scatta la tregua in Siria, via libera ai convogli umanitari ad Aleppo

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Scatta la tregua in Siria, via libera ai convogli umanitari ad Aleppo

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E’ scattato al tramonto il cessate-il-fuoco in Siria. Lo ha annunciato il Comando supremo delle forze armate siriane, spiegando che il regime di tregua sarà vigore fino alle 23.59 (le 22.59 in Italia) del 18 settembre.

Raid solo contro i jihadisti   – L’intesa fra America e Russia prevede la fine delle ostilità e dei raid aerei, tranne che sulle formazioni jihadiste, cioè l’Isis e Al-Qaeda, che in Siria si è fatta chiamare Al-Nusra e ora Jabat al-Fatah al-Sham. L’accordo è stato accettato dal regime siriano e dall’opposizione armata moderata, il Free Syrian Army, anche se con riserve. Ma il potente gruppo Ahrar al-Sham, vicino a Turchia e Arabia Saudita, ha detto oggi che non la rispetterà.

Aiuti alle città assediate  – Se la tregua regge i civili non saranno più sottoposti a bombardamenti e i convogli con cibo e medicinali dell’Onu potranno raggiungere le città e i quartieri assediati sia dai ribelli che soprattutto dai governativi, dove vivono 600 mila persone in condizioni disperate. Circa la metà, 300 mila, si trovano nella parte orientale di Aleppo. Ad Aleppo Est negli ultimi due mesi non è entrato neanche un convoglio umanitario e i bombardamenti hanno ucciso centinaia di persone e decine di bambini.

Ancora raid  – Dopo l’intesa di venerdì notte sono continuati i raid governativi e russi, che dovrebbero fermarsi questa sera. Sabato è stato colpito un mercato a Idlib, città in mano a Jabat al-Fatah al-Sham: sono morte almeno 58 persone, 90 sono state ferite. Ieri è stata colpita di nuovo Aleppo in due bombardamenti che hanno fatto complessivamente 45 vittime.

Il no degli insorti  – Ma sulla tenuta della tregua c’è anche l’incognita dei ribelli. Dopo il fallimento dell’intesa di febbraio, sono molto diffidenti. Ieri Fares al-Bayoush, comandante del fronte Nord del Free Syrian Army, ha detto che è impossibile separarsi da Jabat al-Fatah al-Sham (Jfs), per lo meno ad Aleppo. Oggi è arrivato il no alla tregua del potente gruppo Ahrar al-Sham, appoggiato da Turchia e Arabia Saudita, che sempre ad Aleppo combatte a fianco di Jsf. Può contare in tutta la Siria su 20 mila combattenti, quanti quelli di Jsf e più del Free Syrian Army.

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