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Sky Tg24 trasloca a Milano Per Roma è l’ennesima sconfitta

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Sky Tg24 trasloca a Milano  Per Roma è l’ennesima sconfitta

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Restare a Roma non ha più senso, investiamo su Milano. Come annunciato, Sky Italia dice addio alla Capitale e alle sue magagne per concentrare attività e personale nel quartier generale meneghino. Dove negli anni l’azienda ha investito per creare un polo tecnologico e produttivo di livello internazionale. Il piano presentato ai sindacati prevede sacrifici soprattutto per Roma: 300 tra impiegati, tecnici e giornalisti del canale all news Sky Tg24 trasferiti a seicento chilometri di distanza. Atri 120 lavoratori in esubero, secondo i sindacati.

La battaglia

Entro l’anno – questo dovrebbe essere il piano del gruppo – chiuderà il palazzo sulla Salaria e resterà a Roma una sede «molto più centrale» e più piccola. La notizia, come è ben immaginabile, ha sconvolto tutti gli impiegati romani (qui rimarranno solo in 20-25). I sindacati annunciano battaglia, ma attorno a loro ben poche voci di sostegno si sono finora alzate. Tanto che la Cgil di Roma e Lazio ha chiesto apertamente al Campidoglio e alle altre forze politiche locali di farsi sentire per cercare di reagire contro «l’ennesimo colpo all’occupazione romana, in un processo di depauperamento di professionalità che sembra inarrestabile».

Da Almaviva a Tim: ferite ancora aperte

Negli ultimi tempi, in effetti, la Capitale ha subito profonde ferite che rischiano di lasciare strascichi molto pesanti sulla tenuta sociale ed economica della città. I 1.666 licenziamenti del call center romano Almaviva hanno chiuso nella maniera più dolorosa il 2016. E ancor prima, la travagliata «ritirata» di Tim che pare aver del tutto rinunciato a stabilire il suo mega quartier generale nelle torri dell’Eur ora in abbandono.

Da locomotiva a ultimo vagone

E ora anche Sky Italia che dice addio a Roma e punta tutto su Milano: un segnale non certo positivo. Se ne va così un altro pezzo della città: quella Roma che solo dieci anni fa era la locomotiva d’Italia (prima per Pil e ricchezza creata) e che era stata scelta come quartier generale dalle multinazionali delle telecomunicazioni, oggi è diventata l’ultimo vagone di un treno che con la crisi viaggia già a rilento. Il terreno perso è difficile da recuperare, tanto che da più parti adesso si attende un gesto forte dal Campidoglio. Una metropoli difficile da governare e che, tra burocrazia paralizzante e il malaffare sempre dietro l’angolo, sembra non attrarre più lavoro.

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